L’Umbria è definita da molti il “cuore verde dell’Italia”.
E’ una regione che stupisce per le sue verdi colline, i fiumi e i laghi cristallini. I suoi territori hanno infatti delle caratteristiche morfologiche che rendono la regione unica per varietà di luoghi, molti ad altissimo interesse naturalistico e paesaggistico.
E’ una meta ideale per viaggi in famiglia con i bambini e in questo articolo vogliamo raccontarvi la nostra esperienza con i nostri piccoli esploratori in questa meravigliosa regione.
Ecco i 5 luoghi da non perdere alla scoperta dell’Umbria naturalistica con i bambini:
- Cascate delle Marmore
- Parco avventura Activity Park con rafting sul fiume Nera
- Lago di Piediluco
- Fonti del Clitunno
- Rasiglia
LE CASCATE DELLE MARMORE CON I BAMBINI

Per il nostro viaggio alla scoperta delle cascate delle Marmore siamo stati ispirati dall’animazione della Pixar Up, volevamo anche noi avere le “cascate paradiso” come meta del nostro viaggio e l’entusiasmo dei bambini hanno fatto da cornice a questa splendida esperienza.
Attrezzati di impermeabili, macchine fotografiche e tanta curiosità siamo partiti con la nostra inseparabile auto con destinazione Terni, più precisamente la Valnerina dove si trova il Parco delle cascate delle Marmore.
CURIOSITA’
Secondo una vecchia leggenda la cascata delle Marmore è nata dall’amore proibito tra la ninfa Nera e Velino, il pastore di cui si era perdutamente innamorata. Giunone, sposa di Giove, accecata dalla gelosia tramutò Nera in un fiume. Velino distrutto dal dolore si gettò dalla rupe delle Marmore per raggiungerla. Giove, impietosito, volle salvare Il pastore e lo trasformò a sua volta in acqua. Ecco che il salto di Velino tra le braccia di Nera si ripete all’infinito dando origine alla Cascata delle Marmore.
COSA DOVETE SAPERE PRIMA DI VENIRE ALLE CASCATE DELLE MARMORE
- Non tutti sanno che la Cascata delle Marmore è una cascata artificiale. Ha un orario di accensione (l’orario varia di mese in mese) e una sirena che avverte qualche minuto prima il rilascio dell’acqua.
- Il nome “Cascata delle Marmore” è dovuto alla presenza dei sali di carbonato di calcio nelle sue rocce che, alla luce del sole, le danno un aspetto simile al marmo bianco.
- Con i suoi 185 metri d’altezza detiene il primato della cascata artificiale più alta d’Europa. La sua portata media è di 15 m3/s.
- Al suo interno sono presenti 6 sentieri naturalistici attrezzati per visite sicure:
- “Antico passaggio”, il più antico della Cascata e tra i più lunghi. Collega il Belvedere Inferiore a quello Superiore.
- “Anello della ninfa”, un sentiero adatto alle famiglie, percorrendo ponticelli in legno e scalette si rimane affascinati dal passaggio dell’acqua e dalla sua potenza.
- “L’incontro delle acque”, di semplice percorrenza e conduce fino al letto del fiume Nera. E’ un percorso molto suggestivo per la presenza di una ricca vegetazione.
- “La Maestosità”, percorso con difficoltà media molto paesaggistico che permette di ammirare i tre salti della cascata.
- “La rupe e l’uomo”, percorso semplice e pianeggiante di circa 1 Km con partenza dal Belvedere Superiore.
- “I lecci sapienti”, adatto agli escursionisti esperti. E’ il sentiero che collega il Belvedere Inferiore a quello Superiore.




CONSIGLI PER UNA VISITA SERENA CON I BAMBINI
Per la presenza di numerose scalette e dislivelli vi consigliamo l’uso di marsupi e fasce porta bambini per i più piccoli e zaini da trekking per i più grandicelli. Non possono mancare nel bagaglio degli impermeabili per evitare di bagnarsi in alcuni tratti del percorso, cappellini per ripararsi dal sole e dei teli da pic-nic. All’interno del parco ci sono punti ristoro dove c’è la possibilità di pranzare o semplicemente sostare per un rapido snack.
Vi consigliamo di prenotare la visita on-line, per evitare la fila alle casse, al sito cascatadellemarmore.info.
E’ possibile prenotare anche delle visite guidate alla Cascata delle Marmore, una di queste è dedicata alle famiglie con bambini. La Fantacascata ha un costo aggiuntivo di 5 euro a bambino. Durante l’escursione i bambini avranno come guida un simpatico folletto Gnefro.
LA NOSTRA ESPERIENZA ALLA CASCATA DELLE MARMORE
Siamo entrati nel parco di mattina poco dopo l’apertura per goderci al massimo la giornata. Non stavamo nella pelle dall’emozione di vedere per la prima volta le nostre “cascate paradiso”. Abbiamo atteso con ansia l’apertura delle acque percorrendo i primissimi sentieri nella parte inferiore del parco. Stavamo con gli occhi incollati alla montagna come quando si aspettano i fuochi d’artificio a mezzanotte, solo che in questo caso non significavano la fine della festa ma solo l’inizio di una bellissima esperienza.
Grazie al passo allenato di tutta la famiglia, bambini compresi, abbiamo percorso quasi tutti i percorsi più semplici e ci siamo divertiti tantissimo soprattutto nei tratti del terzo sentiero, dove ci sembrava di essere trascinati giù dalla corrente e il frastuono dell’acqua era talmente assordante da non riuscire a sentirci l’un l’altro. Un’esperienza unica!
Il punto del parco che più ci è rimasto nel cuore è stato la torretta che abbiamo incontrato nel Belvedere Superiore. Si tratta della Specola, un loggiato fatto costruire da Papa Pio VI, luogo preferito per ammirare il primo salto della Cascata e l’arcobaleno che si crea grazie alla presenza di vapore acqueo (visibile quindi solamente in determinate condizioni atmosferiche). Siamo rimasti talmente affascinati dallo spettacolo davanti ai nostri che non volevamo più andare via.
Siamo entrati al parco dall’ingresso principale parcheggiando l’auto nel grande parcheggio “Ex Viscosa” antistante l’ingresso. Per raggiungere il Belvedere Superiore, per evitare la salita a piedi troppo impegnativa per i bambini, abbiamo ripreso la macchina e abbiamo raggiunto l’ingresso di Ponte Canale. Solo pochi gradini ci separavano dal Belvedere Superiore e dall’incantevole arcobaleno. Il balcone degli innamorati è visitabile solamente con visita guidata.
ACTIVITY PARK DI SCHEGGINO



In ogni nostro viaggio in famiglia con i nostri bambini cerchiamo sempre di inserire, tra le attività, i Parchi Avventura. Per 4 semplici motivi:
- nei parchi avventura i bambini vengono a contatto stretto con il mondo naturale, come gli alberi e la terra stessa,
- nei parchi avventura i bambini fanno nuove esperienze e vivono emozioni intense,
- nei parchi avventura i bambini testano le loro abilità e si mettono alla prova (come gestire la paura),
- nei parchi avventura i bambini hanno spazi liberi per arrampicarsi, correre e saltare (finalmente sono liberi).
In Umbria abbiamo deciso di avventurarci nel parco avventura di Scheggino, il più grande del Centro Italia.
Il parco Activity Park si trova a 25 Km circa dalle cascate delle Marmore. La nostra esperienza all’ Activity Park è stata molto positiva e lo consigliamo a tutte le famiglie con bambini amanti dell’avventura e delle altezze.
Nel parco avventura di Scheggino abbiamo fatto tantissime attività con i nostri bambini, sia aeree che di terra. Abbiamo incontrato personale preparato ed efficiente e noi genitori finalmente abbiamo potuto rilassarci vedendo i nostri bambini divertirsi. Sapete che abbiamo incontrato anche una zona relax con le amache?
All’interno del parco avventura abbiamo potuto scegliere tra 4 diversi percorsi aerei con grado di difficoltà crescente in base all’età dei bambini. Per i bambini di altezza inferiore ai 110 cm di altezza il parco offre un percorso identico a quello dei bambini più grandi solo che sospeso appena a 50 cm da terra.
Come dei piccoli Indiana Jones i nostri piccoli si sono lanciati in nuova avventura tra gli alberi del parco avventura, muniti di imbracature, moschettoni e caschetti. Erano troppo buffi ma felicissimi.




Appena scesi a terra i nostri esploratori hanno avuto l’imbarazzo della scelta su dove continuare l’avventura.
Si sono divertiti tanto con il Tubing, i tappeti elastici, il mini golf, il tiro con l’arco e il laghetto con le barchette a pedali. L’attrazione che più di tutte ci ha coinvolti tutti e 4 è stata quella delle Mini Choppers. Avevamo a disposizione una pista ad anello di oltre 200m come ad Indianapolis munita di griglia di partenza e traguardo. Per la prima volta anche noi genitori non volevamo più andare via dal parco!
L’Activity Park di Scheggino organizza anche attività extra come il Soft Air e Rafting sul Fiume Nera.
Per informazioni e prenotazioni info@umbriactivitypark.it
RAFTING SUL FIUME NERA


Il soft rafting è un’esperienza da vivere anche in famiglia con i bambini (dai 5 anni in su). Il divertimento è assicurato in quanto è un mix di divertimento e avventura immersi uno splendido ambiente naturale.
Per il soft rafting solitamente si scelgono tratti di fiume dove le correnti sono tranquille e quindi adatte anche ai più piccoli.
L’Umbria è una regione ricca di fiumi, torrenti e cascate quindi è la meta ideale per praticare questo sport.
COSA SERVE PER FARE SOFT RAFTING
Serve soprattutto spirito di avventura e dei bambini amanti dell’acqua. Per quanto riguarda l’abbigliamento, è sufficiente indossare un costume e portarsi un asciugamano. L’attrezzatura tecnica viene fornita dal personale del centro (muta in neoprene, calzari in neoprene, giacca d’acqua e casco).
LA NOSTRA ESPERIENZA
Noi abbiamo scelto il soft rafting come prima esperienza della giornata. Ci siamo recati al centro Rafting Nomand che si trova in località Borbonea a Vallo di Nera, a dieci minuti di macchina dal parco avventura Activity Park. La durata dell’attività è stata di circa 2 ore, compreso il briefing iniziale sul comportamento da tenere durante la navigazione e sull’uso delle pagaie.
Era la nostra prima esperienza di rafting quindi l’emozione era tanta. Ai primi spruzzi d’acqua i bambini già urlavano per l’eccitazione. Il momento più bello della navigazione è stato quello della discesa in acqua. La temperatura del Nera è di circa 12 gradi, troppo gelida per il piccolo della famiglia che è rimasto all’asciutto nel gommone. Superato lo shock iniziale ci siamo fatti trasportare dalla corrente del Nera e abbiamo raggiunto il resto del gruppo, un’emozione forte che difficilmente dimenticheremo.
Per informazioni e prenotazioni 33485811414.
IL LAGO DI PIEDILUCO

Il borgo di Piediluco e il suo omonimo lago sono ideali da visitare con i bambini. Il borgo non è molto turistico e per le sue piccole dimensioni si può visitare tranquillamente a piedi.
CURIOSITA’
Piediluco si trova in provincia di Terni a circa tre chilometri dalle Cascate delle Marmore, dal 2016 è stato inserito nella lista dei borghi più belli d’Italia ed è conosciuto a livello internazionale per i campionati di canottaggio. Ogni anno, nel periodo che va da fine giugno a inizi di luglio, si svolge la “Festa delle acque” con un ricco programma e l’iniziativa “Vicoli e Balconi Fioriti” che rendono ancora più belle le vie del borgo. (Per informazioni potete consultare il sito della Pro-Loco di Piediluco festadelleacque.it).
COSA VEDERE NEL BORGO DI PIEDILUCO
- Chiesa di San Francesco
- Rocca Albornoz
GITA IN BATTELLO
A Piediluco abbiamo trascorso un pomeriggio molto piacevole e rilassante. Abbiamo percorso il suo breve lungo lago e ammirato le sue spiagge attrezzate con ombrelloni, lettini, bar, ristorante e battelli per il giro turistico del lago.
Sembra di essere sulle sponde di un lago di montagna per il suo blu intenso e la vegetazione che lo circonda Per godere al meglio del paesaggio vi consigliamo di salire in battello e raggiungere il centro del lago. Vedere per credere! Da qui abbiamo potuto scorgere la Rocca Albornoz che si trova sul monte Luco e il bellissimo borgo di Labro.
Noi ci siamo imbarcati sull’ecobattello presso il Miralago Hotel.
Un’esperienza molto simpatica che abbiamo fatto durante l’escursione in battello è stata quella dell’eco. La guida ha fatto urlare a turno ai bambini il proprio nome nel punto in cui eravamo rivolti verso il monte Caperno (detto anche montagna dell’eco) e come per magia ecco l’eco dei loro nomi ritornare indietro e farli ridacchiare come matti. Abbiamo faticato a farli smettere, la tentazione del bis era troppo forte.
Da maggio a settembre vengono organizzate anche tour in Fantabattello con partenza dalla spiaggia Miralago durante il quale il folletto della Valnerina ternana (lo Gnefro) racconta leggende e storie legate al territorio. Per informazioni: 3534157617.
Nel pressi del lungolago abbiamo incontrare un piccolo parco giochi per bambini.

LE FONTI DEL CLITUNNO CON I BAMBINI

Le Fonti del Clitunno si estendono su di una superficie di circa 10.000 mq in località Campello sul Clitunno, tra Spoleto e Foligno.
In questa “micro” oasi di pace abbiamo trascorso un pomeriggio in tranquillità e spensieratezza. E’ ancora poco conosciuto e poco frequentato dal turismo di massa, merita sicuramente una visita per la sua singolarità e bellezza.
All’interno abbiamo trovato un laghetto di circa 400 metri di perimetro dall’acqua talmente cristallina da poterne vedere le numerose piante acquatiche dei suoi fondali. Non essendo dei botanici abbiamo riconosciuto solamente il crescione. Il lago tutto intorno è circondato da una lussureggiante vegetazione, alberi di salice piangente e pioppo cipressino che si riflettono sulle sue acque e le colorano di varie tonalità a seconda delle stagioni.
Le acque del lago delle Fonti del Clitunno sono alimentate da sorgenti sotterranee che sgorgano da fessure naturali delle rocce, le polle sorgive. Siamo riusciti a distinguere tra la vegetazione lacustre carpe, trote e altri pesci di acqua dolce. Nuotano indisturbati (bambini permettendo) e nidificano tra le sponde del lago anatre, oche, folaghe e bellissimi cigni.
La passeggiata lungo il lago richiede poco tempo, ma è piacevole sostare per godersi il paesaggio, attraversare i suoi ponticelli, ammirare come qui la natura offra degli angoli molto poetici e pittoreschi. I nostri bambini sono divertiti nel piccolo parco giochi che abbiamo incontrato quasi a conclusione del giro del lago.
Nel corso dei secoli le Fonti del Clitunno sono state di ispirazione a numerosi poeti e letterati: Plinio il Giovane (lettera ad un amico), Virgilio (Georgiche), George Byron e Giosuè Carducci (Odi Barbare) hanno tramandato nei loro scritti la bellezza e la magia del parco naturalistico. A ricordo della visita del poeta Carducci nel 1910 è stata posta una stele di marmo scolpita a bassorilievo.
BIGLIETTO D’INGRESSO
Il biglietto di ingresso delle Fonti del Clitunno è di 3 euro per gli adulti ed è gratuito per i bambini fino ai 10 anni. Il parcheggio è gratuito e nelle sue vicinanze sono presenti dei bagni pubblici. All’interno del parco non è possibile fare pic-nic.
CURIOSITA’
In passato le Fonti del Clitunno avevano tutt’altro aspetto. Le acque del fiume Clitunno erano molto più abbondanti, tanto da essere un fiume navigabile fino a Roma. Tale rimase il suo stato fino al violento terremoto del 440 d. C. che disperse le sue acque.
Le sorgenti del Clitunno erano considerate sacre dagli antichi Romani in quanto credevano che le acque del fiume fossero abitate dal Dio Giove Clitunno e che fossero fonte di purificazione dell’anima, chiunque si immergeva nel fiume ne usciva migliorato.
Testimonianza della venerazione del Dio Clitunno sono i templi e sacelli (in gran parte distrutti) intitolati al Dio e fatti costruire lungo le rive del fiume.
L’aspetto attuale del parco è opera del Conte Paolo Campello della Spina il quale, nella seconda metà dell’Ottocento, creò il laghetto, introducendovi gli animali acquatici che tuttora lo popolano e piantò diverse specie di alberi.







TEMPIETTO DEL CLITUNNO

Il tempietto del Clitunno si trova a circa 1 Km dalle Fonti del Clitunno. Nonostante la breve distanza abbiamo ripreso la macchina e lasciata nel comodo parcheggio vicinissimo all’ingresso del tempietto.
Si è presentato a noi proprio come un tempio greco-romano in miniatura, proprio a misura di bambino. Neanche a dirlo i nostri esploratori appena arrivati si sono lanciati subito alla sua scoperta attraverso le sue scalette laterali.


Il tempietto di Clitunno è tra i sette gioielli dell’arte e dell’architettura longobarda in Italia e nel 2011 è stato inserito nella Lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. Le fasi costruttive del tempietto sono state oggetto di numerose interpretazioni. Pare sia stato costruito dai Romani probabilmente agli inizi del V sec., distrutto dai barbari e riconvertito in chiesetta paleocristiana, dedicata a San Salvatore, dai Longobardi. Al suo interno vi sono presenti affreschi del VIII sec., raffiguranti i SS. Pietro e Paolo e il Redentore, ritenuti i più antichi dell’Umbria.



BIGLIETTO DI INGRESSO
Per accedere alla visita è necessario acquistare un biglietto dal costo di 3 euro per gli adulti, ridotto a 2 euro nella fascia di età 18-25 anni. Mentre è gratuito per i bambini e ragazzi fino ai 18 anni.
DOVE MANGIARE
Adiacente al parco si trova il Ristorante Fonti del Clitunno dove assaporare i piatti tipici umbri. Per pasti veloci si può optare per il bar mentre i bambini si godono del grazioso parco di gonfiabili.
DOVE DORMIRE
Per goderci al meglio la bellezza del posto abbiamo deciso di pernottare presso uno dei comodi appartamenti all’interno del Castello di Campello che si trova a 5 minuti dal parco Fonti del Clitunno.





RASIGLIA CON I BAMBINI

Rasiglia è un piccolo borgo rimasto sconosciuto al resto del mondo per tantissimo anni, fino all’era dei social internet che l’hanno resa meta irrinunciabile per chi sceglie l’Umbria per i propri viaggi.
E’ sempre un grande piacere tornare a Rasiglia e ogni incontro è un’emozione nuova e speciale. Quest’anno i bambini erano più grandi quindi ci siamo goduti il paese con più tranquillità e siamo addirittura riusciti ad entrare in qualche negozietto…una vera conquista direi! Ricordo ancora quanti tentativi di tuffi nell’acqua da parte del piccolo di casa che avevamo evitato nella nostra prima visita al borgo di Rasiglia, l’acqua fresca e limpida era un’attrazione troppo forte!
Abbiamo notato come Rasiglia sia “cresciuta” in questi ultimi anni. Visitare Rasiglia, anche con i bambini a seguito, equivale a lasciarsi cullare dal suono dello scorrere dell’acqua, gustarsi una rilassante passeggiata tra i suoi vicoletti, cercare angoli ancora nascosti da fotografare…ma non solo.
Rasiglia è diventata un museo a cielo aperto grazie alle numerose installazioni che si incontrano lungo le sue stradine e all’apertura di numerose stanze ricche di storia. Qui si possono ammirare macine quattrocentesche, arcolai, enormi telai, oggetti che raccontano di un passato lontano ma che vuole riemergere grazie alla passione e alla tenacia dei suoi abitanti.
Rasiglia è un piccolo gioiello nascosto tra i monti umbri tutto da scoprire e rispettare, girovagando tra le sue vie troverete:
- Lo storico Lavatoio pubblico, utilizzato in passato dalle donne del paese per lavare i panni e per la tintura dei tessuti.
- Fonte Capovena, la fonte principale che alimenta i piccoli canali che attraversano il borgo. Si trova nella parte alta del paese e le sue acque attraverso piccoli ruscelli e cascatelle confluiscono nel Peschiera, il grande vascone che si trova nel cuore del borgo, per poi riversarsi nel fiume Menotre.
- Il Mulino storico del XVII secolo visitabile solo in determinati orari.
- L’antico Telaio, un telaio meccanico ( tecnologia Jacquard) grazie al quale si potevano creare disegni anche complessi attraverso schede perforate inserite nella macchina. La lavorazione dei tessuti rese Rasiglia un paese molto ricco e a ricordo di ciò ogni anno nel mese di giugno a Rasiglia si svolge la manifestazione “Penelope a Rasiglia” durante la quale si rivivono le varie fasi della tessitura, dalla tosatura alla filatura.
- Il Castello dei Trinci, costruito tra il XIV e il XV secolo e in buona parte distrutto. Sono visibili solamente i ruderi del mastio, due torri e parte delle mura di cinta.
- Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo che risale al 1700.
- Santuario della Madonna delle Grazie edificato nel 1450 che si trova in località Morro.
LA STORIA DI RASIGLIA
Il piccolo borgo di Rasiglia origina dalla sorgente Capovena che nasce a monte dell’abitato e si dirama in piccoli canali che scorrono tra le abitazioni e la rendono unica al mondo!
Rasiglia si trova nelle vicinanze dell’antica via della Spina, importante fin dall’epoca romana per i traffici commerciali tra Adriatico e Tirreno. Il piccolo borgo si afferma prima militarmente come fortezza (costruzione del Castello dei Trinci) e poi commercialmente per le sue attività artigianali (mulini, opifici) grazie alla forza idrica del fiume Menotre.
Rasiglia ha subito uno spopolamento improvviso in seguito al terremoto del 1997 ed è rimasta abbandonata a se stessa per circa 10 anni. Oggi è quasi completamente ristrutturata ma conserva ancora le caratteristiche tipiche di un borgo medievale, con struttura ad anfiteatro.
















RASIGLIA E LE SUE SORGENTI
Rasiglia e le sue sorgenti è un’associazione di promozione sociale creata da volontari del posto che offre visite guidate a singoli e gruppi al costo di 3 euro ciascuno. Grazie ai loro operatori esperti del settore e della storia di Rasiglia si possono scoprire approfondimenti, curiosità, aneddoti inediti e inoltre abbinare alla visita dei laboratori esperienziali di tessitura, tintura e panificazione.
Per informazioni e prenotazioni:
- rasiglia@yahoo.it
- +39 3493479723,
- +39 3802957384
Articolo aggiornato a novembre 2023.