“La mano di un bambino è la chiave per entrare in un mondo fantastico”
Abbiamo scelto il Labirinto della Masone come prima tappa del nostro viaggio estivo con destinazione la Lombardia. Quale luogo migliore se non il Labirinto della Masone, un vero e proprio eden con ampi spazi a stretto contatto con la natura dove perdersi e ritrovarsi in completa sicurezza e tranquillità.
PERCHE’ PORTARCI I BAMBINI?


- E’ il labirinto più grande del mondo con i suoi tre chilometri di lunghezza. Si può percorrere tranquillamente con il passeggino, è quindi adatto anche ai bambini piccoli. All’interno del labirinto si incontrano opere d’arte, panchine e punti di sosta dove scegliere di riposarsi.
- E’ in Italia nelle vicinanze della splendida Parma, regno del Parmigiano. A due passi dal labirinto, a Fontanellato, trovate un castello assolutamente da visitare.
- Il labirinti sanno essere molto affascinanti. Sapevate che esiste una branca della matematica che si occupa di analizzare matematicamente i labirinti? Si chiama topologia e sono diversi gli algoritmi di risoluzione dei famosi rompicapo.
- I labirinti sono un’ occasione per divertirsi con i propri bambini e ognuno sceglie in quale maniera trovare la strada. La regola comune da seguire è: non farsi prendere dal panico!

IL LABIRINTO NELLA STORIA
I labirinti più antichi erano univiari con un solo percorso dall’ingresso al centro senza possibilità di tornare all’uscita. Nel XVI secolo apparvero i primi labirinti multiviari che davano la possibilità di scegliere il percorso, quindi anche di tornare sui propri passi. Nel XVII secolo il labirinto cambia anima e forma trasformandosi in passatempo e divertimento dei nobili del tempo sotto forma di giardini privati. I labirinti moderni sono invece aperti al pubblico ed occasione di svago per le famiglie.
Il tema del labirinto è stato utilizzato da vari artisti nella letteratura e nelle arti grafiche. Nella “Sfida del Labirinto” Italo Calvino sostiene che, poiché il mondo moderno è un labirinto di possibilità, incertezze e pericoli, l’atteggiamento più giusto e più umano è quello di chi ci si avventura dentro con coraggio, opponendo la forza della ragione e dell’arte all’avanzare distruttivo e insensato del caos.
COME NASCE IL LABIRINTO PIU’ GRANDE DEL MONDO

“Sognai per la prima volta di costruire un Labirinto circa trent’anni fa, nel periodo in cui, a più riprese, ebbi ospite, nella mia casa di campagna vicino a Parma, un’amico, oltreché collaboratore importantissimo della casa editrice che avevo fondato: lo scrittore argentino Jorge Luis Borges“. Franco Maria Ricci
Il labirinto della Masone, il più grande del mondo, è nato nel 2015 un’idea di Franco Maria Ricci, editore, designer, collezionista d’arte, bibliofilo e da una promessa fatta nel 1977 allo scrittore Jorge Luis Borges. Lo scrittore argentino era un amante dei labirinti e diverse delle sue novelle trattano questo tema. Secondo Borges ( ne La biblioteca di Babele, La casa di Asterione) il labirinto simboleggia l’imperscrutabilità del disegno divino che ha creato l’universo.
Franco Maria Ricci da giovane studente di geologia amava trascorrere il suo tempo libero avventurandosi allo scoperta di caverne e grotte, probabilmente le prime forme labirintiche con cui gli uomini presero contatto. Fondamentale fu l’estate in cui il giovane visitò le grotte di Lascaux, scoprendo le meraviglie delle sue pitture rupestri. Spesso tra le incisioni primitive si incontrano figure di labirinti a spirale, tipologia cretese che ci trasportano con la mente al mito del minotauro. Erano labirinti a sette spire dove era facile entrare ma difficile uscirne.

Franco Maria Ricci per il progetto del labirinto della Masone si è ispirato ad un’altra tipologia di labirinto, quello dei mosaici delle ville e delle terme romane. Il labirinto romano era ad undici spire e con due linee ortogonali che si incontravano al centro. Come novità ha aggiunto qua e là bivi e vicoli ciechi.
Il progetto del labirinto della Masone ha riferimenti anche alla forma urbis delle città rinascimentali. Il perimetro a forma di stella compare per la prima volta nel trattato di architettura del Filarete.
Per le opere murarie del labirinto della Masone Franco Maria Ricci scelse come ispirazione, insieme all’architetto Pier Carlo Bontempi , i grandi architetti vissuti durante il periodo della Rivoluzione Francese: Boullee, Ledoux, Lequeu ma anche l’italiano Antolini. Nei loro progetti compare spesso la piramide, usata proprio da Franco Maria Ricci come simbolo del labirinto della Masone nonché l’uscita e il suo centro.
IL LABIRINTO DELLA MASONE: IL PIU’ GRANDE DEL MONDO
Il Labirinto della Masone si trova al centro di un un parco culturale che si estende per otto ettari e racchiude al suo interno:
- Un rigoglioso giardino di bambù che conta oltre 300.000 piante. Le piante di bambù appartengono ad una ventina di specie diverse, alcune sono molto basse, circa 30 centimetri, mentre altre raggiungono anche i 15 metri di altezza. Franco Maria Ricci si innamorò della pianta di bambù in Francia visitando un vivaio fondato nella seconda metà dell’800. Scelse di utilizzare la pianta di bambù, e quindi sostituirla alla pianta di bosso per quattro motivi:
- cresce più rapidamente,
- non si ammala,
- non perde le foglie,
- assorbe grandi quantità di anidride carbonica rilasciando tanto ossigeno.
- Varie costruzioni che ospitano collezioni d’arte e di libri.
- Una caffetteria.
- Un ristorante-Bistrò e uno spazio gastronomico curati dalla chef Andrea Nizzi e dallo staff dei 12 Monaci.
- Due lussuose suite dove é possibile pernottare.
LA NOSTRA ESPERIENZA CON I BAMBINI AL LABIRINTO DELLA MASONE
Il giorno della nostra visita al Labirinto della Masone ci siamo svegliati molto presto e siamo arrivati all’ingresso ancora prima dell’apertura della biglietteria.
Anche se ancora assonnati la nostra eccitazione era tanta! Stavamo per entrare nel labirinto più grande del mondo!!!
La prima volta che abbiamo nominato il labirinto ai ragazzi sono rimasti a bocca aperta, e il brontolone di turno ha esclamato “e se poi ci perdiamo?”, “sarà più divertente” ha avuto come risposta e i loro sorrisi si sono illuminati ancora di più!
Finalmente il giorno dell’esplorazione del labirinto più grande del mondo era arrivato ed eravamo pronti a risolvere il rebus ma anche a perderci, perché no.
Il nostro obiettivo era divertirci!!!




Il bello dei labirinti é l’imprevedibilità, non sai mai quello che ti può capitare. Potresti trovare dei vicoli ciechi, dei bivi e non sapere che direzione prendere e il gioco diventa anche una sfida!

Dalla biglietteria siamo passati attraverso la mostra de “Il Codex Seraphinianus” di Luigi Serafini, pubblicato da Franco Maria Ricci nel 1981. Impossibile non rimanere incantati dalle singolari tavole di Serafini, definite anche come l’Enciclopedia di un mondo parallelo. Abbiamo osservato illustrazioni surreali tra cui animali, piante, uomini e città affiancate da segni grafici, lettere di un alfabeto a noi sconosciuto.




Siamo poi passati nella sala introduttiva della Collezione d’Arte di Franco Maria Ricci dove i bambini sono rimasti subito affascinati dalla jaguar nera in mostra al centro della sala, auto acquistata dall’editore all’inizio degli anni ’60.


Quindi siamo tornati all’esterno trovandoci all’ingresso del labirinto e quindi al nostro primo bivio: entrare e cominciare subito la nostra avventura o farci prima un’idea del labirinto salendo sul Belvedere. Voi cosa avreste scelto?
Noi che amiamo le sorprese ci siamo fatti attrarre dal suo “misterioso” ingresso e l’abbiamo attraversato con lo spirito dei bambini del Giardino segreto, con un pò di timore ma tantissima curiosità!
Abbiamo deciso di farci guidare, almeno nella fase iniziale del labirinto, dall’istinto dei nostri bambini. E’ stato divertente ascoltare i loro discorsi sul percorso, il loro modo del tutto “originale” di seguire la cartina e la gioia dell’improvvisa scoperta dei cartelli.
La tentazione di inoltrarci attraverso il bambù è stata forte, attenzione però è proibito!


Passo dopo passo i nostri bambini si sono immedesimati sempre più nel ruolo di “piccoli esploratori”. Non sempre erano d’accordo sulla direzione da prendere e quindi interveniva papà Fabio, il più esperto in orientamento della famiglia. Se vi state chiedendo se c’é una cartina da consultare vi rassicuriamo con un sì, sono dislocate lungo il percorso. Vi consigliamo però di consultarla solo in caso di necessità, altrimenti vi perdete tutto il divertimento!

Non dimenticherò mai il momento in cui ci siamo trovati davanti al cartello con la scritta “Se vi trovate qui vuol dire che vi siete persi”!!!! Delusione! E l’aria si é riempita di frasi “te lo avevo detto che non si andava di là”, “dovevamo girare a destra e non a sinistra”, ma quella più buffa è stata “non usciremo mai piu”!!! Rincuorati dalle voci vicine di alcune persone che avevano raggiunto il traguardo, ci siamo rimessi in cammino e ragionando sugli sbagli fatti in pochissimo tempo anche noi abbiamo trovato l’uscita….EVVIVA!!!!

Concluso il labirinto ci siamo ritrovati al centro del dedalo. E qui abbiamo fatto una scoperta incredibile, una PIRAMIDE e al suo interno una cappella a simbolo del legame tra labirinti e fede. Il suo pavimento presenta un antico labirinto che ricorda quelli presenti nelle chiese medievali europee. La cappella è utilizzata per matrimoni e concerti di musica classica.

BELVEDERE
All’uscita del labirinto ci siamo goduti il panorama dall’alto salendo le bellissime scale a chiocciola del belvedere.
COLLEZIONE D’ARTE
All’interno del Labirinto più grande del mondo si possono ammirare quattrocento opere fra pitture, sculture ed oggetti d’arte che fanno parte della vasta collezione di Franco Maria Ricci. La raccolta artistica spazia dalla grande scultura del seicento a quella neoclassica, dalle nature morte d’epoca napoleonica alla pittura romantica dell’Ottocento.
Durante la visita abbiamo avuto modo di vedere e consultare molti libri. Alcuni editi da Franco Maria Ricci altri da Giambattista Bodoni e Alberto Tallone.



Tre sale del museo ospitano mostre temporanee. Noi abbiamo avuto la fortuna di ammirare la mostra “Dall’ Alto” Aereopittura futurista, quasi cento opere tra pitture, sculture e lavori su carta sul movimento che coinvolse alcuni tra i principali artisti italiani della prima metà del Novecento. L’ Aereopittura esalta la velocità e il movimento del volo attraverso paesaggi aerei e visioni dall’ alto in modo del tutto originale.

L’ARTICOLO E’ STATO REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON IL LABIRINTO DELLA MASONE, CASA EDITRICE FRANCO MARIA RICCI.
INFORMAZIONI UTILI
DOVE SI TROVA IL LABIRINTO DELLA MASONE
Il Labirinto della Masone si trova a Fontanellato, in provincia di Parma.
QUANDO ANDARE IN VISITA AL LABIRINTO DELLA MASONE
Il Labirinto della Masone è aperto tutti i giorni, inclusi i festivi tranne il 25 dicembre e il 1 gennaio.
Il martedì è il giorno di chiusura.
ORARIO INVERNALE ( dal 1 novembre al 31 marzo 2022): apertura dalle 9,30 alle 18. La biglietteria è aperta fino alle 16,30.
ORARIO ESTIVO ( dal 1 aprile al 31 ottobre 2022): apertura dalle 10,30 alle 19
QUANTO COSTA ENTRARE NEL LABIRINTO DELLA MASONE
L’ingresso è gratuito per i bambini di età inferiore ai 6 anni.
Biglietto intero: 18 euro, bambini ( 5-12 anni): 10 euro, biglietto famiglia (3 componenti): 40 euro, biglietto famiglia numerosa: 48 euro.
I biglietti si possono acquistare anche online tramite il sito http://www.labirintodifrancomariaricci.it
QUANTO DURA LA VISITA AL LABIRINTO DELLA MASONE
La durata della visita può variare in base allo scopo della vostra visita. Noi siamo rimasti all’interno del labirinto circa un’ora e mezza senza seguire la piantina e tenendo un passo lento, l’importante per noi era goderci il labirinto in ogni suo aspetto senza fretta.
COSA PORTARE IN VISITA AL LABIRINTO DELLA MASONE
Vi consigliamo abbigliamento e scarpe comode. E’ vietato fare pic-nic all’interno del labirinto ma vi consigliamo comunque di mettere in borsa un piccolo snack per i bambini e tanta acqua se decidete di fare la visita in estate. Il labirinto è privo di barriere architettoniche e quindi adatto a persone di ogni età.








LA ROCCA DI FONTANELLATO





Dopo il Labirinto della Masone siamo andati alla scoperta della Rocca Sanvitale di Fontanellato, un’imponente fortezza eretta nel XIV secolo e residenza dei nobili Conti Vitale per oltre sei secoli.
Quando i bambini l’hanno vista hanno subito esclamato: “Wauu”. La Rocca ha una pianta quadrata con muri merlati, quattro torri angolari e addirittura il fossato con il ponte levatoio. Ai loro occhi era un castello perfetto, non gli mancava proprio nulla!
La Rocca di Sanvitale merita una visita anche per il prezioso “gioiello” che custodisce al suo interno. Una delle primissime tappe della visita guidata é la Saletta di Diana e Atteone, uno dei capolavori giovanili di Francesco Mazzola, detto il Parmigianino. Inoltre nella Rocca di Fontanellato é visitabile l’unica Camera Ottica in funzione in Italia. Al suo interno un sistema di specchi riflette l’immagine della piazza antistante su uno schermo.
E naturalmente come ogni “vero” castello anche qui la leggenda narra che si aggiri un fantasma. Pare infatti che all’interno della Rocca aleggi ancora lo spirito della piccola Maria Costanza Sanvitale, nipotina della Duchessa Maria Luigia d’Austria.
La Rocca è visitabile tramite guida e la prenotazione è consigliata tramite sito http://www.fontanellato.org