VIAGGIO IN TRENO STORICO CON I BAMBINI: La Transiberiana d’Italia

Il treno è il mezzo di trasporto che preferisco di più da quando sono
diventata mamma, per tre semplici motivi:
1) ti permette di raggiungere “velocemente” lunghe distanze,
2) ti dà più libertà di movimento rispetto alla maggior parte degli altri mezzi,
3) attraverso i suoi ampi finestrini i bambini possono osservare il
paesaggio, contare le stazioni attraversate e partecipare quindi più
attivamente al viaggio!
I bambini secondo me nascono già amando i treni quindi se li usate per i
vostri viaggi fate sempre una buona scelta.
Il viaggio autunnale che vi voglio raccontare adesso riguarda una
tipologia di treni un po’ particolare…quella dei treni storici!
Viaggiare su un treno storico è un’esperienza unica da fare almeno una
volta nella vita, ti permette di rivivere tutta l’atmosfera di quasi un secolo
fa e di riscoprire la bellezza del viaggio “lento” che si contrappone alla
nostra vita frenetica di tutti i giorni.


COSA TROVERAI IN QUESTO ARTICOLO:

I treni storici
Perché “Transiberiana d’Italia”
Il viaggio
Itinerario del viaggio
Città incontrate
Rientro
Informazioni pratiche

I TRENI STORICI

I treni storici nascono dall’idea di dare nuova vita ad oltre 1.000
chilometri di linee ferroviarie dismesse da anni trasformandole in percorsi
turistici.
Proposta che si è concretizzata con la legge 9 agosto 2017 n.128 con la
quale sono state istituite le ferrovie turistiche.
Queste hanno come fine la salvaguardia e la valorizzazione delle linee
ferroviarie di particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico,
compresi i tracciati ferroviari, le stazioni e i convogli storici e turistici
abilitati a percorrerle.
I treni turistici hanno un doppio valore culturale, quello di memoria e di
valorizzazione di una parte d’Italia nascosta e tutta da scoprire.
Grazie alla fondazione FS lungo la nostra penisola, da nord a sud, c’è la
possibilità di scegliere tra 10 ferrovie turistiche “rinate” e che stanno
rilanciando un nuovo modello di turismo slow e sostenibile.
La tratta Sulmona-Castel di Sangro è stata la prima ad essere stata scelta per
tale valorizzazione ed è anche quella che abbiamo scelto per la nostra
prima esperienza su di un treno storico: la Transiberiana d’ Italia!
Un viaggio incredibile nel cuore del parco della Majella e nel cuore
dell’Appenino abruzzese-molisano, tra faggete e stazioni ferroviarie ferme
nel tempo.


Quando abbiamo proposto ai nostri bambini di fare un viaggio su un
treno storico sono stati felicissimi e hanno fatto dei lunghi salti urlando:
“saliremo sul Polar Express”!!!
Io ho risposto loro che il nostro treno storico “non era magico” ma
“speciale” perché ricco di storia!


PERCHE’ “TRANSIBERIANA D’ITALIA”


Il nome “Transiberiana” è stato usato per la prima volta da Luciano
Zeppegno sulla rivista Gente Viaggi del novembre 1980.
Il giornalista descrivendo questa ferrovia appenninica la soprannominò
“la piccola Transiberiana” a causa delle abbondanti nevicate nel periodo
invernale che la facevano assomigliare alla vera Transiberiana che da
Mosca raggiunge Vladivostok.

E’ una linea ferroviaria secondaria dell’Abruzzo e del Molise, lunga 129
Km, collega la città di Sulmona a quella di Isernia.
Dal 2011 non vi transitano più treni ordinari.
L’intera tratta venne inaugurata il 18 settembre del 1897 e richiese molti
anni per la sua realizzazione. Per la presenza di numerosi dislivelli furono
necessari diversi km in galleria (ben 25) e su viadotti, inoltre nei posti più
esposti alle nevicate fu necessaria la costruzione di gallerie paravalanghe,
muri protettivi e addirittura la creazione di pinete.


Le carrozze impiegate sono vetture risalenti agli anni ’30 del Novecento
(le famose “centoporte”) dagli interni con sedute in legno molto
suggestive, sono composte da 4 ambienti ciascuna con porte di
salita/discesa da entrambi i lati.
Viene impiegata anche una carrozza più recente, la “Corbellini”, risalente
agli anni ‘50 che ha due ambienti di cui uno adibito alla prima classe.
E’ presente un impianto di riscaldamento originale e funzionante durante
la stagione fredda mentre non dispone di impianto di aria condizionata.
La locomotiva d’epoca d445.1145 è diesel e per l’occasione è colorata con
la classica livrea FS verde e marrone.
Non è quindi a vapore in quanto, a causa dei dislivelli del tracciato,
sarebbe stata in grado di trainare al massimo 2-3 carrozze.

IL VIAGGIO


Abbiamo scelto l’autunno per salire sul nostro treno storico perché in
questo periodo il paesaggio che scorre dal finestrino è un vero e proprio
dipinto dai mille colori grazie alla ricchezza di specie vegetali che
caratterizzano la montagna attraversata dagli antichi binari e che rendono
il viaggio un autentico spettacolo da vivere con intensità a bordo e a terra
durante le tante soste a tema.
E’ quindi il periodo ideale per gli appassionati di fotografia.
Inoltre il clima ancora mite permette ai bambini di godere delle attività
all’aria aperta. Infatti noi abbiamo scelto di fare la nostra sosta a Castel di
Sangro per la presenza di un Parco avventura davvero molto bello…ma di
questo ve ne parlerò più in là!

ITINERARIO DEL VIAGGIO


ANDATA (treno SUS78209)
-Sulmona partenza 8:45
-Campo di Giove 9:55
-Palena arrivo 10:19, partenza 11:09
-Roccaraso 11:21
-Castel di Sangro 11:48
-S. Pietro Avellana-Capracotta 12:10
-Carovilli-Roccasicura 12:30
RITORNO (treno SUS78208)
-Carovilli-Roccasicura partenza 16:45
-S. Pietro Avellana- Capracotta 17.09
-Castel di Sangro 17:24
-Roccaraso 18.04
-Campo di Giove 18:37
-Sulmona arrivo 19:15


L’orario fissato per le partenze del treno storico da Sulmona è alle 9 del
mattino per cui abbiamo scelto di pernottare a Pettorano sul Gizio,
paesino che dista circa 15 minuti dalla stazione di Sulmona.
Dopo una ricca colazione eravamo già carichi e pronti, con i nostri zainetti
sulle spalle ad affrontare il nostro primo viaggio su di un treno storico.
Il nostro abbigliamento era quello tipico da escursione in montagna con
giacchetti invernali, cappellini e scarpe da trekking.
Nel mio zaino avevo ricavato lo spazio anche per due copertine in pile
(sono del parere che non si sa mai!) che abbiamo utilizzato per il
“riposino” nel viaggio di ritorno.
Sul treno non ci sono aree ristoro per cui vi consigliamo di portarvi snack
e bevande per il viaggio.
Prima di uscire da casa avevamo scelto insieme dei libricini da leggere
insieme in treno, da aggiungere a dei piccoli giochi di società e piccoli
album da disegno con colori semmai ci fosse venuto un “attacco d’arte”.

Il nostro treno ci aspettava al binario 1 come da tradizione.
La banchina era colma di gente, tutti con la mascherina al viso e
distanziati secondo le norme anti-Covid.
Era la prima volta che vedevamo tanta gente tutta insieme dall’inizio della
pandemia da Covid-19! Non ci siamo spaventati! Anzi eravamo sereni
e ben felici di assistere di nuovo a scene di “vita normale”, una normalità
quasi dimenticata a causa del lunghissimo lockdown!
Ad accoglierci abbiamo trovato i volontari di Le Rotaie, le nostre guide
durante tutto il viaggio.
Purtroppo a causa delle nuove disposizioni anti-Covid non abbiamo
incontrato i tradizionali “musicisti itineranti” che sono soliti intrattenere i
passeggeri durante il tragitto.
Appena saliti siamo stati immediatamente catapultati indietro nel tempo
e travolti da un misto di nuove emozioni…
Ci siamo sentiti “privilegiati” come uno dei pochi e fortunati passeggeri
del 1900 che salivano per la prima volta sul treno raggiungendo distanze
prima impensabili e nello stesso tempo “eccitati” ma anche un “timorosi”
come sono stati i tanti passeggeri che hanno affollato i treni cercando la
“fortuna” fuori paese o addirittura oltre oceano.
Affacciandomi dal finestrino ho immaginato di assistere, come ad uno
spettatore di un film in bianco e nero, ad una delle tante scene di addio
tra amati o di abbracci infiniti tra persone care che si sono ripetute milioni
di volte su quegli stessi binari.


Puntuale alle 9 il fischio del capotreno TUTTI IN CARROZZA! Si parte!
Il percorso, che accresce la bellezza del paesaggio incontaminato, è tutto
un saliscendi che parte dalla Val Peligna con i suoi 328 metri.
Si dirige verso Cansano e Campo di Giove fino ad arrivare ai 1.268,82
metri della stazione di Rivisondoli-Pescocostanzo (la più alta d’Italia dopo
quella del Brennero). Qui il treno storico passa per Palena e tocca la
località sciistica di Roccaraso, scende verso Scontrone e Castel di Sangro (793 m s.l.m.) dopo essere passato per la stazione di Sant’Ilario Sangro e
poi ritorna su fino a San Pietro di Avellana.
Infine c’è una nuova discesa prima di giungere a destinazione al capolinea
“storico” di Carpinone-Isernia. A 423 m s.l.m.
Si attraversano così 21 stazioni, 103 ponti e 58 gallerie per un totale di
128 km di linea.
Il viaggio da l’occasione di scoprire le bellezze, le curiosità e la storia di
una regione pura e ricca di fascino che è l’Abruzzo.
Ogni paese che incontriamo durante il viaggio sul treno storico ha
qualcosa da raccontarci, è un po’ come assistere ad un documentario dal
vivo attraverso i finestrini del treno.


CITTA’ INCONTRATE


SULMONA
E’ una città signorile famosa in tutto il mondo per la produzione di
confetti. Noi ogni volta che siamo nelle vicinanze di Sulmona facciamo
una visita alla fabbrica dei confetti Pelino. Al suo interno è possibile
osservare, attraverso una grande vetrata, parte della produzione dei
famosi confetti e scoprire le origini e storia della famiglia nel suo
bellissimo museo. Prima di ripartire tappa fissa è la bottega storica per
regalarsi “chili” di confetti come souvenir. Buonissimi!!!
Sulmona è rinomata anche per il suo ampio patrimonio monumentale.
Qui troviamo un famoso acquedotto medievale fatto costruire da
Manfredi di Svevia e porta Napoli, la più monumentale delle otto porte
costruite nella cinta muraria che davano l’accesso al centro della città.
Sono famose anche per le sue storiche chiese, SS. Annunziata e S. Maria
della Tomba. Sulmona inoltre è ricordata per aver dato i natali a Publio
Ovidio Nasone, poeta romano ricordato soprattutto per il poema epico-
mitologico “Le metamorfosi”.


CAMPO DI GIOVE
E’ un centro montano nel cuore della Majella associata a Borghi autentici
d’Italia. Il nome pare deriva dalla leggenda seconda la quale i Romani
eressero un tempio a Giove, nell’area dove si trova oggi la chiesa di Sant’Eustachio, come segno di riconoscenza per la vittoria ottenuta contro i
Peligni.


PALENA
Famosa per l’Eremo Celestiniano della Madonna dell’Altare, antico
monastero dall’aspetto di una roccaforte, sorto sulla grotta di
meditazione di Celestino V che si erge a 1300 metri sul livello del mare.
Il suo territorio è frequentato dall’Orso bruno Marsicano e il museo
dedicato (MOM) è molto conosciuto.
E’ la prima stazione dove il treno storico sosta ed è possibile scendere in
stazione per scattare qualche foto ricordo e per fare acquisti di prodotti
tipici ai mercatini allestiti per l’occasione lungo la banchina.
Con i bambini ci siamo divertiti a fare “su” e “giù” lungo il treno e
abbiamo fatto amicizia con il capotreno che ci ha permesso di
“scoprire” la cabina di comando del locomotore!
I ragazzi erano eccitatissimi! E che tentazione tutti quei pulsanti e quelle
leve!!!
Con un bel salto eravamo di nuovo giù a fare gli “equilibristi” sulle rotaie.
E’ stata una piacevole sosta di circa un’ora, complice il bel tempo e la
“vivacità” dei bambini sempre a caccia di avventure.


ROCCARASO
E’ il più importante centro sciistico del Centro-Sud.
ALFEDENA
Antica capitale sannita, circondata da monti, è il comune più a sud della
provincia dell’Aquila e confina con due regioni (Lazio e Molise).
Oggi è conosciuta anche come paese dei dottori per l’alta concentrazione
di laureati in rapporto al numero di abitanti.


CASTEL DI SANGRO
E’ un caratteristico borgo abruzzese situato a 800 m d’altitudine che sorge
lungo la sponda destra del fiume Sangro.
Lo abbiamo scelto come “capolinea” del nostro viaggio sulla Transiberiana
perché è un paese che si presta ad essere scoperto a piedi e per il suo attrezzatissimo Parco avventura che dista circa 15 minuti dalla
stazione.
Abbiamo proseguito a sinistra lungo via della stazione, per incrociare via XX settembre fino a via riviera. Abbiamo
costeggiato il fiume e attraversato un ponticello fino ad arrivare a Prato
Cardillo.
Ci siamo trovati davanti ad un vasto prato attrezzato, cercavamo infatti
un posto tranquillo dove sostare per il pranzo e che offrisse divertimento
anche per i bambini e ne siamo rimasti colpiti positivamente.
Abbiamo trovato uno staff disponibile e preparato, degli ottimi arrosticini
e dei percorsi sugli alberi adatti a tutte le età. I bambini si divertiti così
tanto che abbiamo faticato a portarli via.

MONTENERO VALCOCCHIARA
Paese molisano famoso per la particolare manifestazione che si svolge
ogni anno ad agosto, il Rodeo Pentro, una gara con cavalli bradi cavalcati
a pelo e che richiamano quelli americani.


CAPRACOTTA E VASTOGIRARDI
Il primo è il paese molisano più importante per quanto riguarda gli sport
invernali insieme a Campitello Matese, mentre Vastogirardi vanta i resti di
un bellissimo santuario sannitico del II secolo a.C.


CAROVILLI
Si presenta con ampi pascoli e morbidi rilievi coperti di vegetazione
boschiva.
E’ noto per la raccolta del tartufo, il “tartufo bianco di Carovilli” era noto
già nel Settecento.


RIENTRO
Siamo ritornati a Sulmona di sera già, sicuramente stanchi e un po’
infreddoliti ma con il cuore carico di emozioni!
La giornata si è conclusa con l’esclamazione di Nicolò:” Mamma quando ci
ritorniamo?” e capiamo di avere scelto il viaggio giusto!

Transiberiana d’Abruzzo rimarrai per sempre nel nostro cuore!!!

INFORMAZIONI PRATICHE


Abbiamo acquistato i nostri biglietti sul sito www.ferroviadeiparchi.it,
dove c’è la possibilità anche di scegliere dei pacchetti viaggio con l’alloggio
incluso e delle visite guidate nelle località di sosta più interessanti. Il costo del biglietto è di 40 euro per gli adulti e di 30 per i bambini dai 4 ai 12 anni.
Altra novità del 2021 è la nuova tratta Sulmona-Rieti.
In calendario ci sono anche delle date nel periodo natalizio, la neve e i
mercatini natalizi rendono l’esperienza del treno storico ancora più
magico!
Essendo un treno d’epoca non è attrezzato, come i treni moderni, di
ingressi e scivoli per facilitare l’accesso ai passeggini e alle carrozzine
per persone con disabilità.
Esiste un carro bagagliaio posizionato in coda al treno dove si possono
riporre le eventuali biciclette senza pagare nessun supplemento.
I posti sono numerati, una volta acquistato il biglietto con un determinato
posto esso è personale ed assegnato per tutto la durata del viaggio.
Al momento non è richiesto il Green Pass per accedere al treno non
essendo un treno a lunga percorrenza quali Frecce o Intercity.
Sulmona si trova al centro dell’Abruzzo sulla direttrice Pescara-Avezzano-
Roma e Terni-L’Aquila-Isernia.
Per chi volesse arrivare in treno e si trovasse in prossimità della costa
adriatica c’è il collegamento con il treno regionale Trenitalia da Pescara
Centrale. Mentre per quelli che arrivano dal Lazio o regioni limitrofe non
vi sono collegamenti utili in treno o bus al mattino presto.
Per chi si sposta invece in auto si percorre l’autostrada A24/A25 e si esce
al casello Pratola Peligna-Sulmona, la stazione e il centro città distano 10
minuti.
Su viale della stazione, a 50 metri dall’ingresso della stazione, vi è un
ampio parcheggio gratuito dove lasciare la macchina.

Dove alloggiare: Il Poggio dei Pettirossi, Pettorano sul Gizio
Dove mangiare: Punto ristoro del Parco avventura, Castel di Sangro.

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