Sermoneta é uno dei borghi più belli del Lazio, si trova a due passi dai Monti Lepini e a circa 60 Km da Roma. La provincia di Latina é un luogo molto interessante dal punto di vista storico e naturalistico.
Sono numerose le esperienze che si possono nel borgo di Sermoneta e nei suoi dintorni, noi ve ne consigliamo 5:
- Passeggiare tra le vie del borgo medievale
- Giocare al Giardino degli aranci
- Visitare il Castello Caetani
- Godersi le meraviglie del Giardino di Ninfa
- Pagaiare lungo il Fiume Cavata
IL BORGO MEDIEVALE DI SERMONETA
Sermoneta é una cittadina medievale che ha conservato il suo impianto urbanistico originale con le case in pietra, le stradine a gradini e l’alternarsi di salite e discese. Passeggiare per le sue vie é come fare un viaggio indietro nel tempo, all’epoca dei re, dei cavalieri e delle dame, con vicoli ed angoli molto suggestivi. Si trova sulle terre dove un tempo c’era Sulmo, l’antica città dei Volsci che é diventata poi colonia romana con il nome di Sora Moneta (da cui deriva il nome Sermoneta). Grazie alla signoria dei Caetani divenne un importante centro urbano prima medievale poi rinascimentale.
Sermoneta ha origini molto antiche, i primi insediamenti risalgono all’era preistorica. Conserva ancora oggi parte dell’antica cinta muraria con le torri difensive e il castello che gli donano il fascino e l’incanto dell’era medievale. E’ sempre molto piacevole fare visita a questo splendido borgo e ne approfittiamo ad ogni occasione che ci si presenta. Solitamente le nostre sono visite domenicali quindi troviamo il borgo più popolato ma rimane comunque un luogo tranquillo e lontano dal turismo di massa.
E’ un paese bandiera arancione, titolo ottenuto dal Touring Club Italiano, Destinazione Europea D’Eccellenza riconosciuta dall’Unione europea e “Gioiello d’Italia” conferito dal Ministero del Turismo. Oggi vi vogliamo raccontare una nostra tipica passeggiata per i vicoli e le viuzze della splendida Sermoneta:



- La nostra prima tappa entrando nel borgo di Sermoneta é stato il Museo della Ceramica di Palazzo Caetani lungo Corso Giuseppe Garibaldi, un’esposizione di reperti archeologici e artistici. Qui abbiamo incontrato anche la mostra permanente dal titolo: “Caracupa, vivere oltre la morte”. I nostri bambini si sono divertiti a curiosare nelle tre sale del museo e hanno fatto a gara a chi trovava l’oggetto più particolare!
- Proseguendo lungo il Corso siamo arrivati in Piazza del Popolo, il cuore del paese, dove é piacevole sostare per un caffè o una cioccolata calda d’inverno e un gelato d’estate.
- Poi abbiamo proseguito in salita fino alla Loggia dei mercanti, uno dei luoghi più suggestivi di Sermoneta, oggi sede del Comune. Le sue caratteristiche arcate a tutto sesto risalgono al 1446 e dai suoi balconi si é affacciato il grande Massimo Troisi nel film “Non ci resta che piangere”. Qui i bambini hanno insistito per fare una sosta al negozietto di fronte, amano curiosare negli oggetti medievale esposti, statuette di cavalieri, spade, archi e piccole balestre.
- Abbiamo proseguito ancora fino arriva ad un piccolo incrocio da cui si può notare, sulla destra, la deliziosa piazzetta di San Lorenzo. In questa occasione, ci siamo fatti attrarre dal delizioso profumo di biscotti e siamo saliti di corsa fino al forno di “I dolci di nonna Maria”, qui i bambini hanno fatto una golosa merenda grazie anche ai biscotti gluten-free! Salendo ancora lungo Via della Fortezza siamo arrivati finalmente al Castello Caetani.
- E se invece avessimo svoltato a sinistra? Siete curiosi di sapere dove vi avrebbe portati? Tornando indietro e proseguendo per via del Rione Vecchio siamo arrivati alla famosa Salita delle Scaletta. La scalinata é stata definita dal famoso regista Franco Zeffirelli “La piccola Piazza di Spagna”, ed é stata percorsa da centinaia di attori. Se decidete di raggiungere il Castello da qui fate attenzione ai suoi gradini in quanto potrebbero risultare un pò impegnativi e pericolosi per i bambini piccoli.
- Ma le sorprese non erano finite in quanto alle spalle della scalinata abbiamo potuto ammirare il magnifico Belvedere di Sermoneta. Il borgo si trova arroccata su un colle a 257 metri sul livello del mare, é quindi un vero e proprio “balcone” da cui affacciarsi e ammirare l’estesa pianura Pontina fino al mare e nelle belle giornate senza foschia si possono addirittura distinguere le Isole Pontine.
- Dopo essere ritornati in Piazza del Popolo abbiamo imboccato via Aldo Manunzio arrivando in Piazza Santa Maria dove abbiamo incontrato il Duomo di Sermoneta, la Cattedrale di Santa Maria Assunta. Quello che più colpisce è il suo campanile, alto ben 24 metri e suddiviso in piani con piccole finestre bifore con archi a tutto sesto.



Per una visita tranquilla al borgo di Sermoneta vi consigliamo di abbandonare per un giorno i passeggini e optare per le fasce e i marsupi se i bambini sono molto piccoli. Altrimenti lasciateli liberi di camminare in libertà in quanto nel borgo circolano solamente le macchine dei residenti.
Si può parcheggiare lungo la via Sermonetana oppure ai parcheggi che si incontrano proseguendo lungo le mura. Il borgo non é molto grande e si visita facilmente in mezza giornata.
Nel borgo di Sermoneta ci sono diverse iniziative tra cui la Sagra della Polenta in occasione della Festa di San Giuseppe, la Fiera di San Michele e la Rievocazione storica della Battaglia di Lepanto.

GIARDINO DEGLI ARANCI



Il parco si trova nei pressi di piazza Santa Maria e si accede tramite un vicoletto. Un cartello indica i giorni e gli orari di apertura del parco: dalle 9 del mattino fino alle 17 d’inverno, mentre in primavera-estate chiude alle 19 e alle 20 di sera. E’ chiuso nelle giornate di pioggia.
Il parco risale al Cinquecento e il suo nome deriva dal fatto che veniva utilizzato in passato per la coltivazione della frutta. Tuttora vi si trovano numerosi alberi di arancio.
Mentre i bambini si divertivano ad arrampicarsi e a dondolarsi sulle altalene noi genitori finalmente abbiamo potuto rilassarci un pò e goderci lo splendido panorama che c’è dalle sue terrazze, la Pianura Pontina e l’inconfondibile profilo del Promontorio del Circeo.
IL CASTELLO CAETANI



Se nella visita di una città c’é anche un castello da esplorare renderete i vostri bambini felicissimi e si divertiranno a fantasticare su battaglie e conquiste.
IL maestoso castello Caetani é uno dei più noti esempi di architettura difensiva del Lazio e le sue origini risalgono al XIII quando la famiglia degli Annibaldi decise di costruire una rocca inespugnabile, seconda solo al Castello Sant’Angelo di Roma. Venne ceduta dalla famiglia nel 1297 a Pietro Caetani, il nipote di Papa Bonifacio VIII. I Caetani lo ingrandirono costruendo altri edifici e ben 5 cerchie di mura che grazie a un sistema di ponti levatoie lo isolavano in caso di attacco. Il Castello ospitò personaggi illustri come Federico II, Carlo V, Lucrezia Borgia i papi Gregorio XIII e Sisto V e altre personalità di cui sono rimaste le iscrizioni sui muri come traccia del loro passaggio. La fortezza venne attaccata diverse volte durante i secoli, e saccheggiata nel 1798 dai soldati di Napoleone che lo strasformarono in carcere. Il Castello tornò ai Caetani verso la fine del XIX con Gelasio Caetani che finalmente lo restaurò riportandolo alla sua originale bellezza. Attualmente il Castello é gestito dalla Fondazione Roffredo Caetani insieme al Giardino i Ninfa.
La prima espressione di meraviglia é stato quando abbiamo attraversato il primo ponte levatoio, e poi il secondo fino a ritrovarci in Piazza d’armi, l’ampio cortile dove si radunavano le guardie e trovavano posti i pezzi di artiglieria. Qui abbiamo ammirato la torre principale alta 42 metri, chiamata il Maschio, e la contro torre detta “maschietto”.
Lasciata la piazza siamo giunti alla Sala dei Baroni dove si celebravano le cene e i banchetti di gala, vi abbiamo trovato numerosi trofei da caccia (tra cui un bufalo americano del 1800) ed un bellissimo forziere del 1500 che ha subito attirato l’attenzione dei bambini.
Abbiamo attraversato le bellissime Camere Pinte, usate un tempo come stanze degli ospiti, create nel 1470 per volontà di Onorato III. Due di esse sono affrescate con immagini che rappresentano le virtù teologali (fede, speranza e carità), cardinali (prudenza, giustizia, fortezza e temperanza) e figure mitologiche. L’autore delle opere é sconosciuto ma viene fatto risalire alla scuola del Pinturicchio. Passando attraverso le sale dedicate alla servitù siamo ritornati al cortile per poi entrare alle cucine del Castello dove siamo rimasti affascinati dalla grandissima cappa del camino.
Abbiamo visitato poi la Casa del Cardinale Valentino Borgia, realizzato nel 1400, dove abbiamo incontrato le opere La Madonna con il Bambino e I Santi Pietro, Stefano e Giovannino del 1541. Abbiamo osservato la parete dove é ancora perfettamente conservato il pentagramma inciso dal musicista compositore Roffredo Caetani, le firme dei 400 sfollati ospitati dai Caetani durante la seconda Guerra mondiale e ammirato le sue ampie finestre con sedute in pietra.
La parte del Castello che é piaciuta di più ai bambini sono state le scuderie, suggestiva sede del Festival Pontino di Musica che si tiene ogni estate. Si sono divertiti a scendere le sue particolarissime scalinate, uno a destra atteggiandosi da cavaliere e l’altro a sinistra che imitava il cavallo. La guida ci ha parlato del soffitto “incannucciato” e delle finestre che fungevano da passaggio per il fieno.
Nelle stanze del Castello sono state girate alcune scene del film Non ci resta che piangere.

Durante tutta la visita i bambini hanno cercato le tracce di un “fantasmino” di cui avevamo sentito parlare qualche tempo prima. Finalmente prima di salutare il Castello la loro curiosità è stata soddisfatta. La guida infatti ci ha confermato che nel Castello pare vi abiti ancora un piccolo giullare, forse proprio il bambino biondo (Bernardino Maria) del ritratto che abbiamo visto nella Casa del Cardinale. Era parente di Bonifacio VIII e morì misteriosamente delle segrete del Castello, che pare si diverti ancora a fare dei piccoli dispetti in giro per il paese. Indescrivibile l’espressione di meraviglia dei bambini durante il racconto…Wauuu non manca proprio nulla a Sermoneta…c’é pure il fantasma!!!
Sicuramente merita una seconda visita, purtroppo a causa delle restrizioni Covid non abbiamo potuto accedere alla torre e alle cinta murarie.
La visita al Castello necessita di prenotazione tramite il sito www.giardinodininfa.eu, il costo del biglietto è di 8 euro, gratuito per i bambini. E’ solitamente aperto solo il weekend in inverno mentre d’estate tutti i giorni ad accezione del giovedì.
E’ sconsigliata la vista con passeggini in quanto non ha percorsi di visita agevolati.




IL GIARDINO DI NINFA

Il Giardino di Ninfa, il “giardino più bello e romantico del mondo” secondo il New York Times, é un giardino monumentale che si trova tra Norma e Sermoneta. Qui i bambini hanno potuto allenare il loro senso della bellezza, e la natura é una grande maestra di bellezza!
Una volta varcato il portone di ingresso siamo subito rimasti affascinanti dal suo incanto, nel giardino vivono in perfetta armonia i ruderi dell’antica città medievale di Ninfa e piante provenienti da varie parti del mondo. I bambini durante la spiegazione della guida si sono divertiti a trasformarsi in piccoli esploratori e archeologi muniti di cartina del giardino, lente di ingrandimento per “scoprire” i piccoli insetti nascosti, binocolo per avvistare qualche uccellino, macchina fotografica per immortare i ricordi più belli della giornata.

I luoghi più importanti della visita sono:
- Chiesa di Santa Maria Maggiore
- Chiesa di San Giovanni
- Giochi d’Acqua
- Via del Ponte
- Piazzale della Gloria
- Chiesa di San Biagio
- Rock Garden
- Ponte a due luci
- La sorgente del Bambù
- Il Castello
Per visitarlo é necessario prenotarsi tramite il sito www.giardinodininfa.eu e scegliere la data e l’orario della visita. La visita é con guida e si segue un percorso ben preciso all’interno del giardino.



PAGAIARE TRA LE LIMPIDE ACQUE DEL FIUME CAVATA

Il fiume Cavata é un piccolo fiume che nasce a Monticchio e finisce al Foro Appio a Borgo Faiti, il luogo dove secondo la storia sostarono l’Apostolo Paolo e il poeta Orazio.
Il fiume Cavata é un piccolo paradiso immerso nella meravigliosa natura del Lazio. E’ tra i fiumi più puliti d’Italia, scorre molto lento quindi pagaiare tra le sue le acque è una esperienza bellissima da fare anche con i bambini.



Il fiume ha vissuto anni di totale abbandono di abbandono fino alla sua rinascita grazie al lavoro di Saverio D’Ottavi, detto anche “l’ultimo erede dei sandalari”, e di un gruppo di volontari che hanno pulito con le proprie mani il fiume trasformandolo in una riserva naturale.
Ora vi chiederete…chi erano i “sandalari”? Erano gli uomini che solcavano le paludi pontine sulle tipiche imbarcazioni chiamate appunto “sandalo” in quanto erano a fondo piatto. Esse servivano per trasportare legname, per cacciare e per governare le mandrie.
La nostra avventura é iniziata dopo un breve introduzione sull’uso delle pagaie, scendendo in canoa da un piccolo pontile in legno. Noi abbiamo scelto una canoa canadese in quanto eravamo un gruppo di 4 persone, i bambini hanno preso posto al seggiolino centrale mentre io e Fabio rispettivamente in punta e in coda. Mentre ci sistemavamo e prendevamo un pò confidenza con il nuovo ambiente, ci siamo lasciati subito trasportare dalla leggera corrente addentrandoci nel bosco di Monticchio, area ricchissima di sorgenti.



Il pontile ci aveva come trasportati in un luogo magico, uscito da uno dei nostri amati libri di lettura, ci aspettavamo che spuntasse da un momento all’altro una fatina del bosco o un pesciolino d’oro…Non avevamo mai visto un fiume così pulito, uno specchio cristallino da cui esplorare un mondo incontaminato…alghe verdissime che ci accarezzavano nel nostro passaggio e le varie tonalità di verde in corrispondenza delle sorgive sotterranee nascoste.
I bambini erano stranamente silenziosi, incantati da tanta meraviglia mentre noi genitori cercavamo di coordinarci tra noi e seguire il passo del gruppo. La situazione era molto comica! Se non vi è mai capitato di salire su di una canoa dovete sapere che non é semplicissimo andare “dritti”, soprattutto se siete alla prima esperienza…vi assicuro che é l’aspetto più divertente della navigazione! Le risate sono tante quanti gli schizzi d’acqua ricevuti come pegno per essere rimasti in coda al gruppo!!!
Siamo arrivati poi ad un magnifico pioppo secolare e in un piccolo laghetto, creato da alcuni tronchi, qui era prevista una piccola sosta con la possibilità di entrare in acqua. La natura qui é stata lasciata libera di esprimersi come voleva, regalandoci dei tratti talmente suggestivi da sembrare dipinti, tronchi e rami in alcuni punti erano quasi sdraiati sulla superficie dell’acqua ed in altri completamente sommersi. Mentre facevamo lo slalom tra un tronco e l’altro, districandoci tra i rami, tutti e quattro ci siamo immedesimati in piccoli “Indiana Jones” nell’avventura “Valigie sempre pronte alla scoperta dell’Amazzonia Pontina”.

L’esperienza é stata molto rilassante per i bambini, eravamo noi e la natura che ci circondava, il rumore dell’acqua, il dolce verso di qualche uccellino e le libellule che ci accarezzavano il viso. Un’esperienza utile per rigenerare la mente e il corpo grazie proprio allo stretto contatto con la natura, una natura che é sempre pronta ad accoglierci ma che necessita di tanto rispetto. Ecco che l’avventura in canoa é stata anche educativa in quanto i bambini hanno avuto modo di apprezzare la bellezza del fiume, del bosco e dei suoi piccoli abitanti e toccandoli “quasi con mano” e divertendosi! I bambini sono stati bravissimi a scovare i nidi nascosti nella boscaglia e a fare il “gioco del silenzio” per potere avvistare qualche nutria o poiana.
Nell’ora del tramonto siamo stati avvolti da una leggerissima nebbiolina, pura magia che ci ha accompagnato negli ultimi minuti di un’avventura che sarà difficile da dimenticare.

Informazioni pratiche:
- E’ un’attività che consigliamo a bambini con un’età minima di 5 anni, che non abbiano paura dell’acqua e che riescano a stare fermi per lungo tempo in quanto movimenti bruschi potrebbero fare rovesciare la canoa.
- Si pagaia tutto l’anno, naturalmente con i bambini a seguito è preferibile la stagione primaverile ed estiva.
- l’esperienza ha una durata di circa 2 ore e mezza. Se scegliete la stagione estiva vi consigliamo l’orario intorno alle 18 che è il meno caldo.
- E’ consigliato abbigliamento sportivo pratico con pantaloni lunghi e scarpe chiuse. Vi consigliamo di portare con voi borracce d’acqua e degli snack soprattutto per i bambini. Protezione solare, repellente contro le zanzare ed un cambio di vestiti perché c’è la possibilità di bagnarsi (volendo anche costume).
- E’ abbligatorio indossare la giacca di galleggiamento fornita dagli organizzatori.
- Noi abbiamo prenotato al numero 3475839060.





Dove mangiare: Ristorante La Valle dell’usignolo, La Catena.





















