IL GIARDINO DEI TAROCCHI CON I BAMBINI

In pochi sanno che in Toscana e precisamente a Capalbio esiste un posto incredibile, unico al mondo che lascerà i vostri ragazzi a bocca aperta!

Scordatevi i parchi divertimenti carichi di adrenalina perché in questo parco regna la quiete e il passo lento scandito solamente dal ritmo del sole e della luna.

I nostri bambini hanno bisogno ogni tanto di rallentare i ritmi frenetici della routine quotidiana e immergersi in luoghi come questi. Perché?

Con la calma hanno la possibilità di cogliere più dettagli e dare sfogo alla loro creatività.

Cosa ha di speciale il Giardino dei Tarocchi?

Ecco che abbiamo selezionato per voi le 3 caratteristiche che rendono il Giardino dei Tarocchi unico e speciale:

  1. E’ uno splendido parco artistico in buona parte all’aperto, si estende per circa 2 ettari immerso in una piantagione di ulivi. E’ un parco dove i bambini hanno la libertà di muoversi e perché no giocare a nascondino!
  2. E’ un luogo coloratissimo e luccicante! I bambini sono incuriositi dalle forme delle opere e dai diversi materiali che compongono i mosaici. E’ un luogo fantastico dove i bambini possono dare sfogo alla loro fantasia e sperimentare lo stupore attraverso l’arte.
  3. E’ un museo d’arte contemporanea a cielo aperto composto da più di 20 statue gigantesche e bizzarre. L’ aspetto più sorprendente é la possibilità di girare intorno alle sue principali installazioni, di salirci sopra e addirittura entrarci dentro!

Continua a seguirci, scopri il Giardino dei Tarocchi insieme a noi!

DOVE SI TROVA IL GIARDINO DEI TAROCCHI

Il Giardino dei Tarocchi si trova a Capalbio, località Garavicchio, in provincia di Grosseto.

COME ORGANIZZARE LA VISITA AL GIARDINO DEI TAROCCHI

Si entra all’interno del Giardino dei Tarocchi solamente con biglietto acquistato online dal sito ilgiardinodeitarocchi.it

Il giardino dei Tarocchi é aperto tutti i giorni dal 1 aprile al 15 ottobre, dalle 14:30 alle ore 19:30 (ultimo ingresso alle 18:15).

L’ingresso é gratuito per i bambini fino ai 6 anni. Il biglietto di ingresso per gli adulti é di euro 14, ridotto a euro 9 nella fascia di età 7-22 anni.

Non esistono visite guidate all’interno del Giardino dei Tarocchi per volontà della sua creatrice. Appena all’inizio del percorso trovate una cartina interattiva che vi aiuterà a trovare tutte le installazioni all’interno del parco.

QUANTO DURA LA VISITA AL GIARDINO DEI TAROCCHI

La visita richiede in media 1 ora e mezza circa.

Se siete persone curiose ed amanti dell’arte allora vi potrebbe anche capitare di rimanerci tutto il pomeriggio, come è capitato a noi!

CURIOSITA’

  • L’ideatrice del Giardino dei Tarocchi é l’artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle che venne influenzata dall’arte di Antonì Gaudì che conobbe nel 1955 durante un suo viaggio al celebre Parc Guell a Barcellona.
  • Il Giardino dei Tarocchi é stato il lavoro principale di tutta la vita di Niki de Saint Phalle, e ne é stata l’unica finanziatrice. Saint Phalle ha lavorato per oltre 20 anni nella creazione e costruzione delle sculture (1974-1996), affiancata da operai specializzati e da una selezione di famosi artisti d’arte contemporanea ddel suo tempo. L’artista ha anche vissuto per anni all’interno di una sua creazione, la famosissima Imperatrice. Ha immaginato il giardino come una “passeggiata esoterica tra natura e cultura”.
  • Perché si chiama Il Giardino dei Tarocchi? Il Giardino dei Tarocchi é un parco di circa 20 sculture che si basano sulla simbologia delle carte dei tarocchi, nello specifico ai suoi arcani maggiori. Le loro strutture in metallo sono state progettate dal marito di Niki de Saint Phalle, Jean Tinguely. Il metallo é stato poi ricoperto di cemento e abbellito con rivestimenti in pietra, specchi, ceramiche e mosaici che hanno reso le sculture uniche ed inconfondibili.
  • Il Giardino dei Tarocchi é stato aperto al pubblico nel 1998, dopo due anni dalla fine dei lavori. Esattamente un anno primo Niki de Saint Phalle ha creato la Fondazione Il Giardino dei Tarocchi avente come scopo la conservazione del giardino alle future generazioni. Il suo desiderio era che il parco si preservasse esattamente nello stato in cui si trovava al momento della sua morte, avvenuta nel 2002. La Fondazione si occupa anche della gestione e manutenzione del parco.

COSA PORTARE DURANTE LA VISITA AL GIARDINO DEI TAROCCHI

Se avete bambini molto piccoli vi consigliamo di portare con voi, oltre ai passeggini, il marsupio o la fascia porta bambini perché nel giardino sono presenti anche delle scalette. Non si possono introdurre ……..

LA NOSTRA ESPERIENZA AL GIARDINO DEI TAROCCHI

Siamo giunti al parco, come ormai é nostra abitudine, all’orario di apertura del parco per avere tutto il pomeriggio a disposizione per esplorarlo e gustarcelo con calma. Abbiamo fatto una breve fila all’ingresso che si presenta come un’ampia apertura circolare sulla lunga muraglia in tufo. Il doppio muro di recinzione serve a creare una netta separazione tra il mondo esterno e quello fantastico del parco interno. Abbiamo poi percorso un breve tratto sterrato in leggera salita.

Dopo pochi minuti ci siamo trovati davanti ad una delle statue più grandi e famose del Giardino dei Tarocchi, quello della Papessa sormontato dal Mago. Il ricordo della nostra precedente visita al Giardino di Bomarzo era ancora vivo, quindi alla domanda “cosa vi ricorda quel faccione con la bocca aperta” i nostri bambini hanno subito risposto “l’orco”. Infatti Niki de Saint Phalle fu ispirato, per la realizzazione del suo giardino, anche dai “mostri” di Bomarzo.

La Grande sacerdotessa del potere femminile dell’intuizione, una delle chiavi che portano alla saggezza.

Il Giardino dei Tarocchi si é presentato ai nostri occhi con una deliziosa piazzetta abbellita da una grande fontana creata dall’acqua che scorre dalla bocca della Papessa, il tutto circondato da una ricca vegetazione e bellissime panchine dell’artista Pierre Marie Le Jeune dove sostare e contemplare la bellezza del luogo. Abbiamo da subito lasciato i bambini liberi di esplorare la piccola “città fantastica” in cui eravamo stati trasportati quasi per magia. Sono stati attratti, neanche a dirlo, dai zampilli d’acqua della vasca e da uno strano meccanismo al suo interno, la Ruota della Fortuna (carta n.10) eseguita da Jean Tinguely che permette il ricircolo dell’acqua. La ruota della fortuna é un antico simbolo della ruota della vita: ciò che sale inevitabilmente dovrà scendere.

Il più affascinato di tutti è stato il nostro artista di famiglia che non poteva credere ai suoi occhi! Mosaici, piastrelle, specchi ovunque. “Mamma io voglio vivere qui” é stato il suo primo commento! Ed eravamo solamente all’inizio, chissà cosa ci avrebbe detto alla fine del tour!

La piazza segna l’inizio del percorso artistico da cui partono diversi sentieri che seguono le sinuosità del terreno e quindi salgono e scendono lungo la collina. Abbiamo avuto un attimo di incertezza sulla direzione da prendere, ma come sempre ci siamo fatti guidare dall’istinto dei bambini che sono stati attratti da una figura fantastica, un drago verde smeraldo dalle ali variopinte e lunghi artigli. Si trattava dell’undicesimo arcano dei tarocchi, La Forza, tra le opere più amate dai bambini che si divertivano a nascondersi nella sua pancia e a spuntare da ogni sua fessura. Una fanciulla che domina un feroce drago, che rappresentano i suoi demoni interiori. Solo superando la prova potrà scoprire la sua vera forza.

Tra un sali e scendi dal drago ci siamo ritrovati dall’altra parte della piazza e siamo saliti nella parte superiore del giardino attraverso delle scalette che si snodano esattamente sotto l’arco creato dal tarocco del Sole, rappresentato come un enorme uccello variopinto tipico delle leggende messicane e degli indios americani. Perché l’uccello? Perché , secondo Niki de Saint Phalle, l’uccello é l’animale che si avvicina di più al sole.

Qui ci siamo resi conto di camminare su dei sentieri molto particolari, infatti il cemento che li ricopriva era decorato con iscrizioni, simboli e disegni. Ci siamo sentiti un pò come Dorothy a seguire il sentiero di mattoni gialli che portavano alla città di Smeralda. Percorrendo il sentiero magico abbiamo incontrato:

  • L’Albero della Vita con teste di serpente al posto dei rami e il tronco ricoperto di iscrizioni. Con grande stupore abbiamo trovato un’altra opera al suo interno, l’Impiccato (carta n.12) la figura stilizzata di un uomo a testa in giù come un pipistrello che sta a suggerire di guardare le cose da un’altra prospettiva.
  • Il Papa (carta n. 5) risultato simpatico ai bambini per i suo enorme naso. Non è passato inosservato il suo terzo occhio e tante sono state le interpretazioni dei bambini, “forse si erano sbagliati” é stato il più buffo! Egli rende decifrabili i misteri.
  • Attirati da un cigolio metallico quasi inquietante siamo arrivati al tarocco della Giustizia (carta n.8), una bellissima figura femminile bianca e nera che sorregge una bilancia. I nostri esploratori dovevamo assolutamente scoprire cosa provocasse quel rumore e sono rimasti a lungo a sbirciare attraverso le sbarre del cancello chiuso da un enorme lucchetto. “Ah ma sono degli scheletri!!!”, l’ennesimo meccanismo ideato e costruito da Jean Tinguely a rappresentare l’ingiustizia. La Giustizia implica la conoscenza di noi stessi.
  • L’Eremita (carta n.9) da cui spicca un cuore rosso fuoco. Le lezioni più importanti si imparano con il cuore.
  • La Stella (carta n. 7) dove ritroviamo la figura delle nanas, una fontana con all’interno una donna decorata di stelle colorate che sorregge due brocche. La Stella é in contatto con la natura e la riflette in tutta in tutta la sua abbondanza.
  • La scelta (o tarocco degli Innamorati, carta n.6) rappresentata da Adamo ed Eva, la prima coppia apparsa sulla Terra e la prima che ha fatto una scelta. C’é una scelta giusta ed una sbagliata. Gli errori portano a capire se stessi.

Il Giardino dei Tarocchi é stato una continua sorpresa ed ha raggiunto il suo apice quando ci siamo trovati davanti all’ImperatriceSfinge (carta n.3) dalle forme esageratamente formose e possenti. E’ la scultura più importante del Giardino dei Tarocchi ed é collocata in posizione dominante sul parco, impossibile non riconoscerla!

L’Imperatrice

L’imperatrice é la grande Dea, é la regina del cielo.

Ma la sorpresa più grande é stata la scoperta della porta d’ingresso…wauuu! Siamo stati tutti e quattro catapultati in un mondo fantastico, la casa dei sogni! Spaziosa e luminosa grazie al suo rivestimento di specchi veneziani, un’ambiente tutto tondo che segue le enormi curve della struttura. Veramente unico ed originale! Abbiamo faticato a stare dietro ai bambini, erano eccitatissimi. Siamo stati inondati da commenti del tipo: “No, non ci posso credere!”, “dai si può salire al piano di sopra, incredibile!”, “Mamma c’é addirittura una camera da letto!”. Era effettivamente era una casa a tutti gli effetti, al piano terra abbiamo incontrato un’ampio soggiorno-studio con cucina, al piano superiore la camera da letto e il bagno. Prima di uscire abbiamo scoperto delle sculture minori, il Giudizio (carta n.20) e il Carro (carta n.7).

Nel Giudizio emergono tre figure: un bambino, una persona di mezza età ed un vecchio. Sono i tre aspetti della nostra vita. L’angelo ci spinge a non giudicare gli altri ma ad elevarci verso l’universo.

Il carro rappresenta la vittoria, il trionfo sui nemici e sulle avversità.

Dopo l’Imperatrice ci aspettavamo di incontrare l’Imperatore (carta n.9)! E così é stato e ne siamo stati affascinati quanto la sua versione femminile. Si é presentato a noi come un piccolo castello munito di torri, di un camminamento di ronda e una decoratissima piazzetta. Al centro abbiamo trovato una vasca circolare con quattro allegre nanas dai cui seni fuoriuscivano schizzetti d’acqua. Qui abbiamo trascorso buona parte del nostro tempo, i bambini si sono divertiti a giocare ai soldatini addetti alla guardia e ad osservare tutte le 22 colonne del porticato (22 come glia arcani maggiori) fino a creare una classifica delle più belle ma anche delle più bizzarre.

L’Imperatore é la carta del potere maschile, simbolo dell’organizzazione e dell’aggressività.

Subito dietro al castello spuntava la Torre di Babele (carta n.16), una torre rivestita interamente di specchi la cui sommità era stata colpita da un fulmine. Dalle finestrine rettangoli dell’edificio si poteva intravedere le stanze interne attrezzate ad ufficio ma purtroppo non visitabili. Le complesse fabbricazioni mentali devono crollare. Bisogna rompere le mura della mente in modo da potere guardare oltre.

Attraverso altri percorsi ci siamo imbattuti nelle altre statue:

  • La Temperanza (carta n.14), una piccola cappella ad igloo incoronato da un angelo. Al suo interno una piccola cappella con una Madonnina dedicata alla memoria dei collaboratori di Niki, Jean Tinguely e Ricardo Menon. La temperanza é l’unica via giusta.
  • La Luna (carta n.18) dove spicca il rosso del granchio rosso e il profilo di donna rivolta verso il cielo che completa la mezzaluna. E la carta dell’immaginario creativo e dell’illusione.
  • Il Gatto in omaggio probabilmente all’amico Ricardo.
  • Il Mondo (carta n.11), la carta del mondo interiore. Anchi qui troviamo un meccanismo ferroso costruito da Tinguely che in questo caso permette la rotazione della Terra sormontata da una grande figura di donna con le braccia aperte. Anche qui troviamo un serpente che avvolge la sfera e sale sulla gamba della donna. “Mamma perché ci sono tutti questi serpenti?” Mi sono limitata a rispondere che forse l’artista amava questo animale ma forse non è così. Chissà!

Nella parte più interna e nascosta del giardino abbiamo incontrato le statue più inquietanti:

  • L’Oracolo (o Dea dei serpenti), una figura assomigliante ad un alieno avvolto da serpenti. Aiuto! I bambini lo hanno intravisto solamente e sono subito scappati via.
  • La Morte (carta n.13) dove abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione della fantasia infinita dei bambini! Il piccolo si casa osservando da vicino la figura sopra il cavallo ha esclamato: “Mamma ho capito chi é questo! E’ un cavaliere…anzi é Voldemort di Harry Potter!”. Secondo Niki de Saint Phalle la morte é il grande mistero della vita. Senza la morte la vita non avrebbe alcun significato.
  • Il Diavolo (carta n.15) che simboleggia la perdita della libertà spirituale e personale. E’ rappresentata da un figura femminile dai fianchi larghi, con grandi ali di pipistrello e lunghe corna. I bambini non hanno avuto paura forse perchè era molto colorato e gli sono andati vicino tranquillamente.
  • Il Profeta, che può spaventare al primo sguardo in quanto somigliante ad un fantasma per il suo candore e il viso allungato. Il fatto che fosse cavo e ci si potesse entrare dentro é piaciuto molto ai bambini.

Il Giardino dei Tarocchi é stato una piacevole scoperta e siamo rimasti talmente entusiasti della visita che siamo tornati a casa con tantissime foto! Nell’articolo trovate anche degli scatti dei nostri bambini…riuscite a riconoscerli?

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