WEEKEND IN ABRUZZO CON I BAMBINI

La regione Abruzzo è ricca di luoghi incantevoli e ancora poco conosciuti, perfetta per essere esplorata con la famiglia.

In questo articolo vogliamo condividere con voi un’escursione in montagna vissuta con i nostri bambini e la scoperta di un piccolo borgo abruzzese che ha scelto di valorizzare il proprio territorio tramite un festival molto originale.

Vi abbiamo incuriositi? Seguiteci allora!

In questo articolo troverete:

  • Rocca Calascio
  • Il Borgo Universo di Aielli

ROCCA CALASCIO

Era da un pò di tempo che papà Fabio ci raccontava di un castello affascinante e al tempo stesso misterioso conosciuto in una delle sue uscite solitarie in moto. Spesso aveva espresso il desiderio di andarci insieme perché sappiamo che ai bambini piacciono tanto i castelli, sono da stimolo per tante storie di sfide tra cavalieri e regni da conquistare. Poteva essere un’occasione per fare una bella escursione in montagna, anzi un’avventura alla conquista della rocca come ci risposero subito i ragazzi sentendo parlare del nostro progetto di viaggio.

Finalmente un weekend di qualche mese fa muniti di scarpette da trekking e tanta voglia di avventura siamo saliti in macchina con destinazione l’Abruzzo!

Percorso obbligato alla rocca è il borgo di Calascio, dove si deve parcheggiare la macchina e proseguire a piedi o tramite navetta. Noi abbiamo raggiunto la piazzetta del paese e aspettato che arrivasse la navetta Calascio-Rocca Calascio (al costo di euro 4/2 euro adulti/bambini a/r). La corsa è attiva tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:00. Ci trovavamo nella zona più nuova del borgo, se ne avete la possibilità vi consigliamo di respirare l’atmosfera medievale tra le sue viuzze e i suoi angoli nascosti. Sono molto belli Palazzo Taranta (XVII sec.), oggi sede del municipio, Casa Piccolomini (XV sec.) e Palazzo Frasca (XVII sec.). Tra le numerose chiese sono interessanti da visitare la Chiesa di Santa Maria delle Grazie e la Chiesa di San Nicola.

Lasciata la navetta abbiamo preso il sentiero in salita fino alla zona antica del borgo, di essa sono giunti fino a noi solo ruderi a causa di numerosi terremoti. Aveva come scopo quello di proteggere la popolazione dalle invasioni nemiche e vista la vicinanza al Castello un tempo vi si accedeva tramite un ponte levatoio. Una parte delle antiche abitazioni sono state trasformate in albergo diffuso continuando a mantenere l’autenticità della loro storia.

Il sentiero che porta alla rocca è una passeggiata di circa 20 minuti con terreno non particolarmente difficile adatto quindi a famiglie con bambini.

A circa metà percorso abbiamo cominciavamo a scorgere davanti a noi lungo il sentiero un piccolo tempietto circolare molto bello, la chiesa di Santa Maria della Pietà. E’ stata eretta nel 1596 sui resti di un’antica edicola dove secondo la trazione la popolazione sconfisse una banda di briganti. La chiesa è a pianta ottagonale sormontata da una cupola ad otto spicchi. Ha un portone di accesso in stile barocco sormontato da un timpano ed una piccola edicola. Sul lato destro si trova la sagrestia. Purtroppo è aperta e visitabile solo in rare occasioni .

E finalmente sono apparsi in alto, a sinistra del sentiero, i ruderi di Rocca Calascio. L’eccitazione era al massimo e i bambini non stavano nella pelle…dovevamo assolutamente proseguire e conquistare la rocca! “Forza non c’è tempo da perdere” urlava il nostro Thor!

Mentre salivamo ci rendevamo sempre più conto del perché Rocca Calascio fosse tra i castelli più belli d’Italia e addirittura tra i 15 più belli del mondo! Sembrava di entrare in un altro mondo, una dimensione fantastica e fuori dal tempo. Un’emozione unica che i bambini difficilmente dimenticheranno.

Eravamo a 1460 metri d’altezza e il paesaggio intorno a noi toglieva il fiato. Si spaziava a nord verso la piana di Campo Imperatore e il Gran Sasso d’Italia, ad ovest verso il Monte Sirente ed il Velino, a sud e parte di est verso la piana di Navelli. Solo natura intorno a noi, con i suoi dolci suoni e un piacevole vento che faceva volare il mantello del nostro Lorenzo come un vero supereroe, “figo” diceva lui!

UN PO’ DI STORIA

La prima citazione di Rocca Calascio, intesa come torre di avvistamento isolata, risale ad un documento del 1380. La sua costruzione è da collocarsi intorno all’anno 1000 ad opera di Antonio Piccolomini. Risale invece al 1480 la realizzazione delle 4 torri intorno al torrione originario.

Nel XIV la rocca passò sotto la baronia di Carapelle e verso la fine del XV secolo venne alla famiglia Piccolomini. Durante questo periodo la rocca crebbe di importanza economica in quanto fu coinvolta nella transumanza sulla direttrice del regio tratturo per Foggia.

Nel 1579 la famiglia Medici l’acquistò insieme al vicino paese di Santo Stefano di Sessanio. Nel 1703 un violento terremoto la devastò e si svuotò della maggior parte della popolazione che si trasferì nella vicina Calascio.

Durante il XX la rocca rimase disabitata finché alla fine degli anni ’80 furono fatti degli importanti lavori di restauro e consolidamento del castello e di alcune abitazioni del borgo.

Da allora Rocca Calascio e il suo borgo sono diventati uno dei simboli dell’Abruzzo e meta prediletta degli amanti della natura e dai fotografi.

CURIOSITA’

Queste immagini della rocca non vi sono familiari? Se facciamo un passo indietro nel tempo precisamente al 1985 ecco che rivediamo la bellissima Michelle Pheiffer con lo sfondo della rocca (non ancora restaurata) nell’intramontabile film “Ladyhawke”. Tra gli altri film famosi girati in questi luoghi ricordiamo “Il nome della rosa, “La piovra”, “Amici miei atto II” e “The American” con George Clonney.

Una leggenda narra di una vecchia rivalità tra il Re Marrone, signore di Rocca Calascio, e il Re delle Corone, signore della Piana di San marco per la divisione dei confini dei loro territori. Numerosi scontri e violenze portarono piano piano le rispettive popolazioni alla povertà finchè Re Marrone fu costretto a rifugiarsi tra le mura del castello subendo da parte delle truppe rivali un assedio lungo ben 10 anni. Il popolo ormai sfinito seguendo il consiglio di un anziano giocò di astuzia e regalò al Re delle corone una grande caciotta fatta con il latte di tutti gli animali e puerpere. Riuscirono nell’intento di fargli credere che la rocca fosse ancora ricca di provviste dissuadendolo quindi dall’assedio. I due rivali si accordarono e tornò a regnare la pace.

INFORMAZIONI UTILI

Rocca Calascio è visitabile tutto l’anno, dalle 9 fino al tramonto.

Come prima esperienza vi consigliamo la stagione autunnale e primaverile per il clima mite e gli splendidi colori che la natura ci dona.

In inverno il sentiero è percorribile tramite ciaspole facendo molta attenzione soprattutto all’ultimo tratto di salita.

La parte centrale della Rocca è ad ingresso libero e si accede tramite un ponte.

Il tempo necessario per visitare Rocca Calascio è di almeno un’ora considerato il fatto che si rimane molto affascinati dal paesaggio e non vorrete più scendere!

Vi consigliamo un’abbigliamento a strati e scarpe da trekking e di evitare le ore più calde in quanto ci sono pochissime aree ombrate.

E’ necessario portarsi dell’acqua e almeno una merenda per i bambini in quanto non ci sono bar o aree ristoro in cima a Rocca Calascio.

Se cercate alloggio nel borgo di Calascio potete rivolgervi allo storico albergo diffuso Il Rifugio della Rocca con ristorante e bar.

COME RAGGIUNGERLA

Se viaggiate con la macchina e provenite dal nord dovete prendere la A14 e poi la A24 (Roma-Teramo) fino all’uscita per l’Aquila Est e seguire le indicazioni per Sulmona. Superato il paese di Poggio Picenze si prende l’indicazione a sinistra per Barisciano. Superato il paese si prosegue per Santo Stefano di Sessanio e poi Calascio.

Provenendo da Roma si percorre la A24 fino all’uscita di Aquila Est, mentre da Napoli dopo la A1 si prosegue per la A24.

IL BORGO UNIVERSO DI AIELLI

Al borgo di Aielli ci siamo capitati attratti dalla nostra costante ricerca delle bellezze sparse per l’Italia e dalla passione per la street-art.

Ci siamo diretti in provincia dell’Aquila, in un borgo medievale a 1020 metri d’altitudine. E’ uno dei centri più elevati della Marsica incluso nell’area protetta del Parco naturale regionale Sirente-Velino. Diciamo che si sta belli freschi! Da qui si ha una vista dell’intera piana del fucino e dei paesi che circondano il territorio dove una volta era presente il lago del fucino.

“Per amare un territorio bisogna prima conoscerlo” quindi ecco qualche informazione sulla storia del borgo di Aielli.

La presenza del lago fucino ha segnato la storia dell’intero territorio. Esistono testimonianze di insediamenti già in era preistorica. Numerosi sono anche i reperti di epoca romana e medievale. Il prosciugamento del lago avvenuto nella seconda metà dell’800 ad opera del principe Alessandro Torlona fece diventare l’altopiano un centro di riferimento prettamente agricolo.

La storia di Aielli è legata anche alle vicende di alcuni abitanti , Filippo Angelitti, Vincenzo Tedeschi e Don Andrea Di Pietro, che non seguirono le “orme dei loro padri” ma dedicarono la loro vita a studi teologici ed astronomici.

La “vocazione stellare” dei murales di Aielli è legata soprattutto a Filippo Angelitti e cui è dedicato il monumento di fronte al comune del borgo.

Appena arrivati la nostra prima sensazione è stata quella di un paese molto tranquillo, adatto ad essere percorso a piedi anche dai bambini. Ci è bastato scambiare una chiacchierata con alcuni abitanti del borgo per scoprire che l’estate, precisamente nei mesi di luglio ed agosto in occasione del Festival Borgo Universo, il paese si trasforma e si popola di artisti, musicisti, appassionati di astronomia e turisti. L’iniziativa è nata nel 2017 con lo scopo di valorizzare il paese e ridare importanza alla sua Torre delle stelle che si raggiunge percorrendo in salita le vie del borgo di Aielli. La torre, sorta nel 1356 per mano di Ruggero II di Celano, era un tempo un luogo strategico militare, un luogo di osservazione dell’intera valle. Oggi ha invece una veste totalmente nuova, presenta al suo interno un attrezzatissimo Osservatorio astronomico con la Stanza della Luna e dello Spazio, un Planetario che proietta fino a 3000 stelle su una cupola di 6 metri di diametro e la stanza del Tavolo Astrolabio. La torre è sede anche del Museo del Cielo e di una biblioteca-videoteca scientifica.

E’ possibile prenotare visite guidate al museo ed “esperienze stellari“come l’osservazione del sole e della luna con l’aiuto degli astronomi Ruscitti e Maccallini. La cooperativa di comunità La Maesa si occupa dell’accoglienza dei turisti con tour guidati dei murales, l’organizzazione di eventi culturali e laboratori per bambini e ragazzi e molti altri servizi aventi come scopo la crescita socio-economica della comunità e quindi nuove opportunità lavorative ai giovani.

Il festival ha avuto come primo effetto quello di riempire di colore gli antichi vicoli del borgo di Aielli attraverso murales di artisti italiani ed internazionali accumunati dal tema dell’universo. I murales crescendo negli anni hanno fatto nascere un vero e proprio percorso “storico” tra le sue vie e trasformato Aielli un vero e proprio museo a cielo aperto.

MURALES

Con l’aiuto di una cartina riassuntiva dei murales abbiamo deciso di perderci tra i vicoli del borgo di Aielli e farci contagiare dalla serenità che l’arte riesce a trasmettere. Vi elenco quelli che ci hanno più emozionato:

  • Your Sky, dell’artista Millo, è il primo murale che abbiamo incontrato nel nostro tour al borgo di Aielli. E’ visibile già da lontano tra gli antichi edifici ed ha cattura a lungo la nostra attenzione. La protagonista è una bambina che sembra strappare con uno scalpello le pagine di un giornale (con l’immagine di una città) mostrando un bellissimo cielo stellato che vi era nascosto. Lo riassumerei con queste parole: “spesso il bello delle cose è nascosto sotto la superficie, basta avere la volontà di cercarlo”.
  • Illuminary Place dell’artista spagnolo Okuda San Miguel, inserito dalla galleria d’arte online Widewalls tra i 55 murales più belli al mondo nel 2019 e come dargli torto. E’ un’esplosione di colori, di forme geometriche e dettagli che attira subito la curiosità dei nostri bambini. Pare sia stato realizzato con bombolette di 170 colori diversi ed é impossibile non esserne affascinati.
  • Matlakas un’opera molto colorata e simpatica fatta da più disegni senza una apparente connessione tra loro.
  • Fontamara dell’artista abruzzese Alleg, il murale più letterario. La grandiosa opera è composta da 53.839 parole del romanzo Fontamara di Ignazio Silone. Abitanti e passanti si sono alternati a turno nel dettare il testo che andava trascritto sul muro quindi viene considerata dagli abitanti un’opera “collettiva”.
  • La Costituzione italiana, si trova nei pressi dei giardinetti comunali. E’ stata ovviamente una delle soste più lunghe fatte ad Aielli. Mentre i bambini giocavano abbiamo avuto il tempo di goderci il murale più patriottico del borgo che è stato “stampato” su di un muro di 60 mq grazie ad una speciale stampante della Wallprinter.
  • Fetonte Notturno di Luca Zamoc che fa riferimento al mito di Fetonte caduto dal carro del sole. Il murale vuole ricordare il tragico evento del terremoto della Marsica del 1915.
  • Albero Solare (SAM3) che rappresenta il forte rapporto di Aielli con il cielo attraverso un albero dalle radici profonde e dai rami che si spingono in alto verso le stelle.
  • Pale Blu Not di Nicola Alessandrini, che tradotto in italiano significa “pallido puntino blu”. Il puntino blu è il nostro pianeta Terra visto dalla sonda Voyager 1 riferendosi ad una foto del 1990. E’ una angosciante riflessione su quanto siamo “piccoli” rispetto all’universo.
  • Le Bis opera prettamente femminile sviluppato su tre livelli. In questo murale Valeria Iozzi e Emanuela Esposito vogliono inneggiare l’universo femminile da cui scaturiscono passione, energia, emozioni e creatività.
  • In Segnali di vita di Guerrilla Spam troviamo una figura molto particolare e bizzarra. Un personaggio metà uomo e metà animale composto da tanti altri esseri.
  • Never 2501, Light Room, è un murale in apparenza “fuori tema”. E’ stato interessante scoprire invece che le linee geometriche sono state tracciate grazie ai raggi del sole proiettate sul muro attraverso degli specchi. Chi lo avrebbe detto!!!

Nel 2021 in occasione del Dantedì, la Giornata Nazionale dedicata a Dante Alighieri, é stata inaugurata una splendida opera in alluminio serigrafato che riporta la Divina Commedia in una edizione speciale.

A pochi chilometri da Aielli si possono fare delle bellissime escursioni all’interno delle gole di Celano, considerate tra i canyon più belli d’Italia.

COME RAGGIUNGERE AIELLI

In macchina dall’Aquila si prende la SS17 con indicazioni Roma-Chieti-Pescara-Avezzano entrando in A24. Si prende poi l’uscita per A25/E80 verso Avezzano-Sora-Cassino. Si imbocca l’uscita Aielli-Celano e la SS5 che porta all’ingresso del paese.

In treno è comodo in quanto ci sono collegamenti da Roma e Pescara fino ad Aielli oltre alla vicinanza con la stazione ferroviaria di Avezzano.

Al piazzale Kennedy di Avezzano c’è anche un comodo terminal di bus con corse provenienti da Roma, Pescara, Napoli.

2 pensieri su “WEEKEND IN ABRUZZO CON I BAMBINI”

  1. La forza di Valigie sempre pronte? L’entusiasmo! L’energia contagiosa di Vanessa e Fabio e la simpatia dei loro bambini. Con loro i viaggi diventano avventure, le foto si trasformano in quadri viventi e i racconti ti catapultano nei luoghi visitati. Il sito è ricco di idee per viaggi con bambini, con suggerimenti pratici per ogni dettaglio: spostamenti, indicazioni viaggio, preferenze per piccoli e grandi e storie ben scritte sui monumenti o i siti visitati.
    Un bel punto di riferimento per i viaggi con bambini (e non solo!). Bravi!!

    1. Grazie mille Belinda! Siamo contenti di riuscire a trasmettere il nostro “entusiasmo”, sono proprio le nostre emozioni che vogliamo trasmettere attraverso i racconti delle nostre avventure.

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