La voglia di stare fuori all’aperto è ancora tanta e le temperature
sono ancora sopra la media stagionale quindi cosa fare?
Andiamo a vendemmiare!
Ma chi non ha un vigneto può affidarsi alla competenza di una
fattoria didattica, e noi ne abbiamo una da consigliarvi!
Vendemmiare con i bambini è una esperienza bellissima da fare
in famiglia! Le aziende che aprono i propri cancelli per questo
tipo di attività sono ormai tante, sparse un po’ in tutte le regioni
d’Italia.
Ogni volta che sentiamo parlare di vendemmia ci viene
spontaneo pensare ad un’atmosfera di festa, di condivisione, ma
anche un momento magico in cui si concentrano la fatica e il
lavoro di un intero anno.
Il valore storico della vendemmia risale a tempi molto antichi e si
è tramandato di generazione in generazione attraverso metodi di
lavoro agricolo e tradizioni contadine che per molti aspetti
assume ancora oggi una veste rituale.
IN QUESTO ARTICOLO TROVERETE:
La fattoria didattica
Laboratorio dell’uva al vino
Gli amici animali
Pranzo
Laboratorio di cucina
Informazioni utili
LA FATTORIA DIDATTICA
Noi abbiamo scelto di andare in una fattoria didattica che
conosciamo molto bene e chi la gestisce ha anni di esperienza sui
laboratori a tema.
Parliamo della fattoria “Al boschetto” di Stefania Zamuner che si
trova nella pianura pontina, esattamente a Terracina in provincia
di Latina.
E’ un angolo di paradiso dove dimenticare la frenesia della vita
quotidiana e riscoprire con la propria famiglia i ritmi della natura
in tutti i suoi aspetti.
Stefania e la sua famiglia gestiscono questa azienda dal 2007 e
sono specializzati nella produzione naturale di ortaggi e frutta,
nella trasformazione a km 0 dei loro prodotti e nella didattica per
le scuole e per le famiglie.
Se ascolto dimentico,
se vedo ricordo,
se faccio imparo.
Confucio
La natura per essere compresa, amata e rispettata deve essere
vissuta e grazie ai laboratori i bambini imparano attraverso
l’esperienza: imparano vivendo.
Appena arrivati ci sentiamo subito a casa. Stefania è una
bravissima padrona di casa. Ci accoglie con un sorriso e con
dell’ottimo caffè. Noi genitori ci rilassiamo un po’ mentre i
bambini si lanciano subito sul prato e iniziano a giocare
liberamente. Passano dal biliardino alle arrampicate sugli alberi,
fanno qualche tiro a pallone o al canestro e giochi di squadra organizzati dalle bravissime collaboratrici. Per finire si
improvvisano esperti archeologici in cerca di tesori nascosti…
LABORATORIO DALL’UVA AL VINO
Dopo una oretta circa ha inizio il primo laboratorio della giornata:
dall’uva al vino!
Ci siamo trasferiti nel grande salone e siamo stati inondati da un
piacevole profumo d’uva, suddivisi per famiglie abbiamo preso
posto ai tavoli dove abbiamo trovato dei bei grappoli d’uva di
colore viola-nero quindi pronti per essere pigiati.
Stefania con l’aiuto di un proiettore, ha parlato in maniera molto
semplice dell’uva dal punto di vista storico e botanico e dei
passaggi che portano alla produzione del vino.
Per prima cosa abbiamo imparato di come è fatta la pianta
dell’uva. La vite è una pianta rampicante, il tronco si chiama
ceppo e i suoi rami tralci. Le foglie invece hanno un nome buffo,
si chiamano pampini e per la loro forma ricordano il cuore non è
vero?
E’ una pianta antichissima, venne coltivata dai Sumeri e dagli Egizi
e poi ancora dai Greci e dagli Etruschi, anche se il vino che
producevano era molto diverso dal nostro.
Molti studiosi ritengono che sia tra le piante più antiche della
Terra infatti sono stati trovati tracce fossili in tutto il mondo che
risalgono ad epoche precedenti alla comparsa dell’uomo.
Invece circa le origini del vino ci sono due leggende. Una racconta
che il primo uomo a piantare la vite e farne il vino fu Noè dopo
essere arrivato sul Monte Ararat dopo il Diluvio Universale.
Secondo invece una leggenda ebraica le origini risalirebbero ad
Abramo.
Quello che è certo è che la coltivazione della vite risalgono alla
preistoria e l’area geografica di origine è proprio quella
mediterranea.
Siamo poi passati alla fase pratica. Complici anche le musiche
molto allegre di sottofondo ci siamo messi tutti a lavorare, adulti
e bambini, in un clima gioioso ed allegro.
Per primo abbiamo separato gli acini dal raspo, quindi sgranato il
nostro bel grappolo d’uva. Questa è un’operazione che ai
bambini piace molto e per l’eccitazione hanno cominciato a
seminare uva per tutto il tavolo.
Successivamente abbiamo pigiato l’uva con le mani e questa è
stato un momento più delicato in quanto i bambini più schizzinosi
hanno avuto qualche difficoltà! La maggior parte dei bambini,
soprattutto quelli che vivono in città, non sono abituati a
sporcarsi le mani ed ecco perché questi momenti sono importanti
ed educativi. Esplorare, scoprire a anche sporcarsi fa parte del
loro processo di crescita e di apprendimento, attraverso il tatto
scoprono il mondo e arricchiscono la propria esperienza.
Il processo della pigiatura in passato si realizzava esclusivamente
con i piedi all’interno di grossi catini mentre oggi come quello
della potatura viene fatto con l’aiuto di macchinari.
Abbiamo infine osservato il composto che si è creato fatto da un
miscuglio di succo, polpa e bucce che è stato messo in un grande
recipiente per essere poi filtrato.
I bambini hanno ascoltato con attenzione la spiegazione del
processo di fermentazione alcolica che avviene grazie alla
presenza di alcuni microrganismi, detti saccaromiceti, e sono
rimasti molto affascinati nel vedere da vicino il mosto.
E’ proprio questo liquido zuccherino che si trasforma.
Questi lieviti si trovano sulla superficie dei chicchi d’uva e quando
questi vengono schiacciati rimangono all’interno del liquido
zuccherino. Quando l’ossigeno a disposizione finisce, i lieviti
innescano la fermentazione utilizzando il glucosio a disposizione.
Il risultato è l’alcool, e a seconda della quantità avremo un vino a
alta o bassa gradazione e anidride carbonica.
Quest’ultima essendo un gas non si può vedere quindi per
spiegare ancora meglio questo processo abbiamo fatto un
esperimento. Gli esperimenti attraggono sempre l’attenzione dei
bambini e i nostri bambini li adorano.
Stefania ha messo del mosto in una bottiglia e l’ha chiusa con un
palloncino dopo pochi minuti abbiamo visto il palloncino
gonfiarsi! Magia? Sì è la magia della natura che opera in silenzio.
Per concludere abbiamo assistito alla torchiatura ovvero la
separazione del succo dal composto.
Il mosto continua la fermentazione in grandi botti di legno,
acciaio o cemento prima di essere imbottigliato come vino.
Davvero una bella lezione che difficilmente dimenticheremo.
GLI AMICI ANIMALI
Ma le sorprese non erano finite perché dopo il primo laboratorio
abbiamo fatto una passeggiata alla scoperta degli animali della
fattoria.
Abbiamo conosciuto le capre Nugabella, Giulia e le altre loro
amiche, l’asino Alfredo, il cavallo Typhone, l’oca Mathy e le
numerose galline che scorrazzano libere per la fattoria. Ci ha fatto
compagnia tutto il tempo Pallina, una cagnolina molto affettuosa
e curiosona.
Ma il momento che forse hanno più amato è stato quello delle
coccole al coniglio e al porcellino d’India.
Crescere a contatto con gli animali è di fondamentale importanza
per i nostri bambini. Diversi studi dimostrano che serve per
renderli adulti più sensibili e rispettosi della natura, e con meno
fobie nei confronti degli animali.
Tra i bambini e gli animali si crea subito un legame istintivo.
E’ meraviglioso osservare lo sguardo dei bambini che si
avvicinano agli animali. E’ un luccichio di curiosità e amore, c’è
un’intesa reciproca in quanto parlano la stessa lingua, quella
dell’istintività.
PRANZO
Per il pranzo abbiamo deciso di rimanere in fattoria e
sperimentare i deliziosi menù che Stefania ci proponeva.
E’ stato un grande momento di festa come si faceva un tempo,
dopo la grande fatica del raccolto l’intera famiglia con parenti e
amici festeggiavano con un bel banchetto.
Siamo rimasti colpiti dalla cura del dettaglio come l’idea di
associare il loro nome a Cremolino, il prodotto di punta
dell’azienda nonché la mascotte e compagno di avventura dei
bambini nelle varie attività della fattoria.
Il Cremolino è un tubetto monouso tradizionale per la
formulazione ma innovativo per il suo packaging, ha infatti una
forma insolita e il suo materiale è l’alluminio con etichetta e
tappo di polipropilene, quindi interamente riciclabile.
Qui alla fattoria di Stefania anche il pranzo è stata un’esperienza
sensoriale e ve la consigliamo in quanto i prodotti utilizzati sono
naturali al 100% e rimandano alla mente la cucina di una volta,
quella semplice e genuina.
L’azienda ha come filosofia infatti un sistema di produzione
rispettoso dell’ambiente e che segue la stagionalità dei prodotti e
il loro ciclo biologico naturale, dalla semina fino alla raccolta.
Riuscendo così ad ottenere dei prodotti a Km 0 lavorati senza l’aiuto di sostanze chimiche e trasformati nell’arco delle 24 ore in
modo da mantenere inalterate le proprietà nutrizionali.
LABORATORIO DI CUCINA
Nel pomeriggio invece ci siamo trasformati tutti in piccoli
pasticcieri preparando delle buonissime ciambelle al vino.
La ricetta utilizzata è quella tradizionale di Terracina ovvero:
- 1 bicchiere di zucchero
- 1 bicchiere di vino
- 1 bicchiere di olio di semi
- 2 cucchiai di semi di anice
- farina qb.
Ogni famiglia si è divertito a fare le proprie ciambelle, che sono
poi state zuccherate da un lato e infornate per 15 minuti a 180
gradi.
Noi abbiamo sperimentato la versione gluten free e nonostante
fosse la nostra prima esperienza siamo rimasti molto soddisfatti!
Abbiamo fatto una golosa merenda e i bambini ne hanno
approfittato per continuare a giocare all’aria aperta.
Per fortuna il tempo, non pienamente ottimale, ci ha permesso di
trascorrere una bellissima giornata in campagna, i bambini si
sono divertiti tantissimo e abbiamo arricchito un altro po’ il
nostro bagaglio di esperienza.
INFORMAZIONI UTILI
La fattoria è a misura di bambino, un luogo magico dove poterli
lasciare liberi di esplorare e sperimentare quindi vi consigliamo di
vestirli con abbigliamento comodo e scarpe chiuse.
La fattoria si gira tranquillamente con il passeggino e ci sono
luoghi chiusi in caso di pioggia.
Si possono acquistare tutti i prodotti dell’azienda che trovate
anche nel loro sito lafattoriaalboschetto.it
Si raggiunge facilmente dalla via Appia svoltando sulla migliara 57.



















